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IL CORRIERE DELLA SERA - In apertura: “Un decreto per giovani e lavoro”. Editoriale di Francesco Giavazzi: “Pagare le imprese si

Martedì, 05 Mar 2013 Commenta
Nuovo Governo, l'esercitazione degli osservatori politici è prevedere cosa avverrà da qui a fine marzo

L’osservatorio e il linguaggio è quello tecnico di sempre . Esso si concentra sull’atteggiamento dei leaders dei tre

Sabato, 18 Mag 2013 Commenta
Nuovo terminal ferroviario privato, investimento di 10 mln nella zona industriale di Catania

Catania - Logistica e intermodalità: i fattori di sviluppo del territorio non possono prescindere dal vantaggio competitivo generato dal

Sabato, 18 Mag 2013 Commenta
Differenziata Ato 3, trend positivo ad aprile

Catania - Una leggera flessione rispetto al mese scorso ma con un trend che resta positivo.  La raccolta differenziata nei Comuni di

Lunedì, 13 Mag 2013 Commenta
Le mie perplessità sul commissario-censore

Tony Zermo ha rivolto un invito al Commissario dello Stato in Sicilia ad essere meno "censore" sui provvedimenti licenziati dalla

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  • Bisogna portare avanti temi che facciano ripartire la Nazione"
Lunedì, 20 Maggio 2013 17:57

Venturino, vice presidente Ars:" il M5S perde tempo dietro agli scontrini"

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Palermo - "E' un continuo perder tempo dietro agli scontrini piuttosto che portare avanti certi discorsi che in campagna elettorale avevamo detto in maniera molto chiara che sono più importanti di rendicontare 100 euro o 200 euro ma che riguardano problemi seri dell'intera nazione".

A parlare è il deputato regionale siciliano Antonio Venturino, di recente espulso dal Movimento 5 Stelle per non avere rinunciato, come prevede il regolamento, a parte dell'indennità trattenendo per intero emolumenti, diaria e i benefit. La sua presa di posizione sembra avere un retrogusto di vendetta ma lui ribadisce: abbiamo perso un'occasione."Il movimento 5 stelle - dice - aveva l'obbligo morale di dare risposte serie a quella parte di elettori che non sono del Movimento, ma che per noi avevano votato".

Per Venturino, infine, perde tempo anche il governo Letta con provvedimenti non risolutivi invece di lavorare su temi concreti per far ripartire la Nazione."Il discorso fatto su 'Imu sì o Imu no' - conclude Venturino - è una grandissima perdita di tempo. Non è l'Imu che risolve i problemi della nazione.

Avevamo bisogno di un governo più concreto, che fin da subito mettesse mano alle coseimportanti. A parte la riforma sulla legge elettorale, cose che riguardano l'economia vera del Paese, come aiutare i piccoli imprenditori e far ripartire l'economia".Il risultato di tutto questo, secondo il deputato siciliano sarà un sicuro ritorno alle urne dopo l'estate.

  • Il dissalotare non funziona
Lunedì, 20 Maggio 2013 17:45

Acqua 'chimica' dai rubinetti nel trapanese, scatta class action

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Trapani, 20 mag. - I sindaci di Erice, Buseto Palizzolo, Custonaci e Paceco hanno avviato una class action istituzionale contro la Regione siciliana per richiedere un risarcimento danni causati dalla cattiva gestione e dal malfunzionamento del dissalatore di contrada Nubia (Trapani).

Le fasce tricolore si sono date appuntamento questa mattina davanti al Palazzo di giustizia di Trapani esibendo le bottiglie contenenti l'acqua di colore giallognolo che dall'impianto giunge nelle case dei loro cittadini. "Il dissalatore - ha detto il primo cittadino di Erice Giacomo Tranchida - non solo funziona male, ma produce anche acqua che non si puo' considerare potabile e che ha questo colore perche' mantiene inalterata una capacita' di aggressione chimica, la quale a sua volta ha rovinato le nostre condutture e quelle dei cittadini". I sindaci hanno poi incontrato il presidente del Tribunale Roberto De Simone. "E' stato l'unico - prosegue Tranchida - a prendere in seria considerazione una rivendicazione che portiamo avanti da anni nominando un tecnico che assumera' l'incarico il prossimo 7 giugno. Anche i cittadini, condannati dal governo regionale a essere cittadini di serie B e dissalatore-dipendenti, potranno inserirsi in questa class action e chiedere risarcimento danni".

L'accertamento che eseguira' il tecnico costituira' "una prova giudiziale che - spiega l'avvocato Vincenzo Maltese che rappresenta gli amministratori comunali -assunta nel contraddittorio tra le parti, rappresenta un'anticipazione di un'eventuale causa civile contro la Regione"

  • I due sono indagati per sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere
Lunedì, 20 Maggio 2013 17:13

Imprenditore scomparso a Licata, ucciso dal debitore, arrestati presunti autori

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Licata - Sarebbe stato ucciso dalla persona dalla quale vantava un credito, una somma oscillante tra 40 e 100mila euro accumulata negli anni per un fantomatica eredità che l'omicida avrebbe dovuto incassare. E' la tesi della Procura di Agrigento sulla scomparsa di un piccolo imprenditore agricolo di Licata, Giovanni Brunetto, 60 anni, del quale non si hanno notizie dallo scorso 7 maggio.

A ucciderlo, secondo l'accusa, sarebbero stati il debitore, Angelo Carità, di 58 anni, e un suo fiancheggiatore, Angelo Bianchi, di 37. Nei loro confronti il Gip di Agrigento, accogliendo la richiesta della Procura, firmata dall'aggiunto Ignazio Fonzo, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Carità, e ai 'domiciliari' nell'ospedale di Gela per Bianchi.

I due sono indagati per sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il corpo di Brunetto non é stato trovato, ma gli investigatori escludono l'ipotesi del suicidio o dell'allontanamento volontario. Secondo le indagini della polizia, la vittima vantava un credito di oltre 40mila euro nei confronti di Carità, e aveva litigato con lui per la restituzione della somma.

Per questo, sostiene l'accusa, l'agricoltore, con la scusa di un appuntamento chiarificatore, sarebbe stato sequestrato e ucciso dal debitore e dal suo amico. I due sono stati fermati dalla polizia, ma il Gip non ha convalidato il fermo, per un vizio tecnico, ma emesso l'ordinanza cautelare. (ANSA).

Giovanni Brunetto, quattro ore prima di scomparire, aveva avuto un'accesa discussione con Carità. Le dichiarazioni acquisite dalla polizia e dalla Procura di Agrigento hanno permesso di ricostruire il fatto che Brunetto, da tempo, con forti insistenze, chiedesse la restituzione delle somme che aveva prestato a Carità.

Entrambi gli indagati, ascoltati poche ore dopo la scomparsa del piccolo imprenditore  hanno negato non soltanto i "rapporti conflittuali" ma anche "l'esistenza del debito". Particolari che sono stati, invece, smentiti da tutti i testi, fra congiunti, parenti ed amici di Brunetto, che la polizia ha sentito. Carità e Bianchi avrebbero inoltre fornito un "falso alibi" perché hanno reso dichiarazioni discordanti in merito ai tempi degli spostamenti eseguiti. I due - per la Procura - avevano concordato le dichiarazioni da rendere agli investigatori, ma non i particolari .

L'analisi delle celle telefoniche dei cellulari in possesso di Carità e Bianchi ha inoltre permesso d'accertare che, contrariamente a quanto i due avevano dichiarato, non si trovassero a Licata il giorno della scomparsa, ma nei pressi di Naro, laddove è stata, qualche giorno dopo, ritrovata l'autovettura di Brunetto. 

Caltanissetta, 20 mag. - Vertice della Dda di Caltanissetta per fare il punto sulle indagini legate alle stragi. Presenti anche i funzionari della Direzione investigativa antimafia che seguono le inchieste sugli eccidi di Capaci e via D'Amelio, quest'ultimo oggi al centro del nuovo processo, il 'Borsellino quater'. L'esito della riunione e' anche la trasmissione della delega alla polizia scientifica di Roma per l'esame del video che ritrae un oggetto rosso che per la procura diretta da Sergio Lari, pero', non sarebbe l'agenda di Paolo Borsellino, sparita subito dopo la strage. La perizia vuole comunque fugare ogni possibile dubbio su un aspetto che e' parte di una una vicenda che resta cruciale e irrisolta.

Nella sua agenda, secondo i magistrati, Borsellino aveva registrato anche gli incontri tra Cosa nostra, il cui 'ambasciatore' era Vito Ciancimino, ed esponenti delle istituzioni. Incontri inconfessabili che avrebbero sostanziato, dunque, quella 'trattativa' Stato-mafia al centro di un processo a Palermo che si apre il 27

  • Bloccato mentre era impegnato a curare un paziente.
Lunedì, 20 Maggio 2013 16:59

Palermo: scoperto falso dentista, operava senza laurea

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Palermo, 20 mag. - La Guardia di finanza ha sequestrato laboratorio dentistico abusivo in pieno centro, a Palermo.

Attrezzato, moderno e provvisto di strumentazione medica all'avanguardia, lo studio contava anche su un assistente di poltrona e su una lunga lista di clienti. Il falso dentista, privo di laurea e specializzazioni, e' stato bloccato mentre era impegnato a curare un paziente. Ingente il volume d'affari al momento stimato in oltre 600mila euro, ovviamente nascosto al fisco. La scoperta dei militari del Nucleo di polizia tributaria e' stata fatta dopo appostamenti e pedinamenti avviati a seguito di segnalazioni al 117. Nell'attigua sala d'aspetto, al momento del blitz, altri pazienti aspettavano il proprio turno.

I finanzieri hanno rinvenuto una agenda con annotati vari appuntamenti (dai 5 ai 7 al giorno) e documentazione di natura medica (oltre 200 cartelle sanitarie) ed extra contabile, in cui il dentista annotava i corrispettivi incassati, il tutto, ovviamente, senza rilasciare alcuna documentazione fiscale. Il falso odontoiatra e' stato cosi' denunciato alla procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione mentre il laboratorio, le attrezzature (del valore di oltre 70mila euro), le agende con gli appuntamenti e le cartelle sanitarie, sono stati sottoposti a sequestro preventivo d'urgenza.

Ragusa - Importante operazione denominata “Fil ruoge 2”, dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, con l’ausilio di due unità cinofile per contrastare il traffico di armi e sostanze stupefacenti nel territorio. Sono state notificate otto ordinanze di custodia cautelare, di cui sei in carcere e due agli arresti domiciliari.

A carico degli indagati sono state portate a termine perquisizioni domiciliari e personali Per i militari dell’arma è stata una notte di lavoro per eseguire tutti i provvedimenti emessi su richiesta della DDA di Catania, dal G.I.P. del Tribunale etneo. Una importanza assoluta nell’attività di indagine hanno avuto le dichiarazioni di tre recenti collaboratori di giustizia, due della “stidda” ed uno di “cosa nostra”. I particolari dell’operazione, che segue quella del 19 novembre 2012 con 35 indagati, sono stati resi noti stamattina nel corso di una conferenza stampa.

Sono stati arrestati Giuseppe Antonio Spampinato, 41 anni, incensurato, nato a Catania e domiciliato a Vittoria, inteso l´avvocato in quanto praticante presso uno studio di Catania. Secondo l´accusa è il promotore dell´organizzazione malavitosa dedita al traffico di armi e droga.

Gli altri sono Younes Mnasser, 31 anni, pregiudicato di Vittoria; Gley Bani, 34 ani, incensurato, di Ragusa; Alfredo Sortino, 26 anni, pregiudicato, di Vittoria, per droga, ai domiciliari; Fethi Jelassi, 45 anni, Comiso, pregiudicato; Luca Gravina, 36 anni, di Vittoria, già in carcere per armi; Ranzi Loussaief, 29 anni, di Castelvetrano, pregiudicato; Giovanni Vespertino, 41 anni, pregiudicato, di Scoglitti, ai domiciliari.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti con l’aggravante di essere l’associazione armata; associazione per delinquere finalizzata al traffico di armi comuni da sparo e clandestine ed infine traffico e spaccio di stupefacenti in concorso.
 

  • a mamma di Gianluca, Antonella Cocuzza, ha detto: "Il mio angioletto salvera' tante vite".
Domenica, 19 Maggio 2013 17:01

Trapiantati gli organi del piccolo Gianluca, cinque bambini vivranno grazie a lui

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Roma, 19 mag. - Sono stati trapiantati gli organi del piccolo Gianluca, il bambino di sette anni ucciso dal padre poliziotto che poi si e' suicidato a Palermo. Il cuore - comunica il Centro Regionale Trapianti della Sicilia - e' stato trapiantato all'ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna su un bambino di 8 anni in urgenza affetto da cardiomiopatia dilatativa. Il fegato e' stato impiantato agli ospedali Riuniti di Bergamo su un bambino di 4 anni colpito da epatoblastoma.

Riallocati i polmoni e i reni, ieri destinati agli ospedali di Milano e Padova. Per problemi legati alla compatibilita' tra il donatore e i riceventi, gli organi sono stati riassegnati ad altri pazienti urgenti in lista d'attesa: i polmoni sono stati trapiantati a Padova su un ragazzo di 15 anni con fibrosi cistica, un rene e' stato trasferito al Bambin Gesu' di Roma per un dodicenne con uropatia malformativa, l'altro rene e' stato destinato all'ospedale infantile di Torino per un ragazzo di 13 anni con displasia renale.

Alle 22.30 le operazioni di prelievo, effettuate dalle equipe giunte da Bologna, Bergamo e Torino; contestualmente  è stata effettuata l'autopsia. L'intervento è durata  da cinque a sei ore. Tutte le fasi di assegnazione e prelievo degli organi sono coordinate dal Centro regionale trapiantI. Ieri sera, all'ingresso delle equipe chirurgiche in sala operatoria per il prelievo degli organi, la mamma di Gianluca, Antonella Cocuzza, ha detto: "Il mio angioletto salvera' tante vite".

  • Hanno 41, 36, 35 e 31 anni e un destino comune: lottare con la stessa malattia che ha ucciso il padre e uno zio.
Sabato, 18 Maggio 2013 20:03

Appello di 4 fratelli di Lipari con distrofia: cura con staminali di Stamina o eutanasia

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  • "Abbiamo una speranza - dice uno di loro in un video - chiediamo che ci venga data la possibilità di curarci''

Milano, 18 mag - "Fateci curare con le staminali" di Stamina "o ci recheremo all'estero per sottoporci all'eutanasia". E' il disperato appello di 4 fratelli di Lipari: Palmina, Elena, Sandro e Marco Biviano, tutti e 4 affetti da distrofia facio-scapolo-omerale. Hanno 41, 36, 35 e 31 anni. E un destino comune: lottare con la stessa malattia che ha ucciso il padre e anche uno zio. A raccogliere il loro Sos e' Blog Sicilia, che ha pubblicato sul web anche un video di Sandro (che dei 4 fratelli e' quello nelle condizioni di salute migliori, al momento).

"Abbiamo una speranza: Stamina - dice Sandro nel video - Chiediamo che ci venga data la possibilita' di curarci. Questo e' un appello allo Stato per un aiuto che ci e' stato negato dall'Aifa". Il metodo Stamina, continua Sandro Biviano, "puo' funzionare o no, ma e' un'alternativa. Non vogliamo morire come mio papa' e mio zio. Questa per noi e' un'ingiustizia. Visto che lo Stato non ci sta dando una mano, allora scegliamo l'eutanasia". I 4 fratelli di Lipari sono sostenuti dalla onlus Sicilia Risvegli e il video integrale del loro appello, scrive Blog Sicilia, verra' trasmesso oggi a Grottammare (Ascoli Piceno), in occasione della conferenza stampa di presentazione del Movimento Vite Sospese che raccoglie pazienti e associazioni accomunati dalla richiesta che le cure con staminali mesenchimali vengano concesse a chiunque ne faccia richiesta.

I fratelli Biviano vivono su una sedia a rotelle, Elena e' anche attaccata a un respiratore. Era il 1980 quando, prima a Genova e poi a Milano, viene loro diagnosticata la malattia. Poco dopo nasce Marco, il piu' piccolo dei fratelli, e anche lui ha il destino segnato. Navigando su Internet Sandro viene a conoscenza del metodo Stamina. Palmina, Elena, Sandro e Marco, si legge sul sito, non sanno ancora se potranno sottoporsi alla cura. Ad occuparsi di loro e' la madre, Provvidenza, che ha assistito per anni anche il marito. "Vogliamo essere curati da Davide Vannoni e Marino Andolina - chiede ora Sandro - Non ce la facciamo piu' ad andare avanti cosi', siamo stanchi e non e' possibile che debba essere un giudice o lo Stato a decidere per la vita di altri. Vogliamo solo che ci venga data una possibilita'. E' un diritto che non puo' essere negato a nessuno".

  • Nel video dei vigili del fuoco girato subito dopo la deflagrazione dell'autobomba in via D'Amelio, viene immortalata, a terra accanto al corpo del magistrato
Sabato, 18 Maggio 2013 16:06

Borsellino, in un filmato l'agenda rossa scomparsa. Grasso: "Positivo passo avanti"

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  • Il filmato era stato acquisito dalla procura di Caltanissettta già 20 anni fa. Ingroia: "Non sarebbe il primo grave depistaggio di quest'indagine"

Roma, 18 mag. - L'agenda rossa di Paolo Borsellino in un video girato dai vigili del fuoco nell'immediatezza della strage di via D'Amelio, nella quale il magistrato morì con i cinque uomini della sua scorta. E' la Repubblica a pubblicare il fotogramma nel quale si vede un'agenda del tutto simile a quella nella quale il giudice Borsellino annotava i suoi appunti più riservati dopo la morte di Giovanni Falcone, a terra accanto al suo corpo carbonizzato dall'esplosione dell'autobomba.

A quanto ricostruisce il quotidiano sulla base delle due ore di filmato, acquisito dalla procura di Caltanissettta già 20 anni fa, l'agenda scomparsa era ben visibile ancora pochi minuti dopo l'esplosione, ''almeno fino a quando un uomo, non in divisa, si avvicina al corpo di Paolo Borsellino e, con il piede sinistro alza un pezzo di cartone che la copre''.

Una notizia che lascia molti interrogativi ma che apre anche nuovi scenari.

"Come sapete sono uno che tende sempre ad accertare la verità e a cercare verità e giustizia. Quindi qualsiasi passo avanti si può fare per me è un passo positivo", commenta da Palermo il presidente del Senato ed ex procuratore antimafia, Pietro Grasso. Quanto alla richiesta dei pm palermitani di ascoltarlo nell'ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia si dice "disponibile ad essere ascoltato. Naturalmente valuterò le prerogative che il mio ruolo mi dà di farmi ascoltare nei palazzi del Senato".

Sul fotogramma che immortala l'agenda rossa torna interviene Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo e tra i titolari dell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. ''Se quella foto fosse vera, ci troveremmo di fronte a un fatto incredibile e davvero inquietante. E' inaudito che una prova del genere venga fuori dopo 21 anni, senza che nessuno l'abbia mai segnalata ai magistrati: sarebbe pazzesco. Il tema del'agenda rossa è da anni, per tutti, la chiave di volta della strage di Via d'Amelio''. ''Aspettiamo le verifiche - dice Ingroia all'Adnkronos - che faranno i colleghi di Caltanissetta ma se quel filmato racchiudesse la verità sull'agenda rossa, vorrebbe dire che qualcuno ha intenzionalmente occultato questo elemento perché non voleva che saltasse fuori. E non sarebbe il primo, grave depistaggio di quest'indagine''. ''In quei fogli - rimarca Ingroia - ci sono le ultime verità di Borsellino: i familiari in primo luogo e tutti noi cittadini, orfani di quella verità, abbiamo diritto di sapere''.

Chiede ''bisogna fare tutte le verifiche", Luciano Violante: "Può darsi che una ricerca più accurata sul filmato e sull'archivio faccia venire fuori altri elementi'', dice all'Adnkronos l'ex presidente della commissione Antimafia. Per Violante ''avevano ragione quelli che lamentavano la scomparsa dell'agenda. Ora bisogna rivedere tutto il materiale che fu allora acquisito, per risalire possibilmente a chi l'ha fatta sparire o a chi ce l'ha in questo momento...''.

Anche per l'ex ministro dell'Interno Vincenzo Scotti ora "occorre capire: forse in quei fogli potrebbero esserci alcuni dei passaggi più importanti della storia della lotta alla mafia. Se il dato fosse confermato, permetterebbe di fare un passo importante per capire quanto è davvero accaduto. Abbiamo tutti interesse a che si faccia chiarezza e si arrivi al contenuto dell'agenda''. L'agenda con il logo dell'Arma dei Carabinieri, da cui il giudice antimafia non si separava mai, è scomparsa dal giorno dell'eccidio. ''Il dato è che l'agenda c'era e sembra sia stata presa'', fa notare Scotti. ''Ma non si può più procedere per supposizioni: serve la chiarezza di accertamenti che vanno fatti sul serio, senza più scontri frontali e pregiudizi'', taglia corto.

Mentre da Firenze il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone assicura che per tutte le "stragi del biennio terribile '92-'93 continua l'impegno da parte di tutto lo Stato in tutte le sue articolazioni".

 

  • Padre si era ucciso. Madre decidera' su espianto organi
Sabato, 18 Maggio 2013 12:16

Palermo: morto a 7 anni il bimbo ferito dal padre poliziotto

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Palermo 18 MAG - Dichiarata la morte cerebrale del bambino ferito ieri, nella casa di Misilmeri, con un colpo di pistola, dal padre poliziotto che poi si e' suicidato. Il piccolo di 7 anni era stato operato dai medici dell'Unita' operativa di Neurochirurgia dell'Ospedale Civico di Palermo.
"E' in stato di morte cerebrale nell'Unita' operativa di Seconda Rianimazione", confermano fonti sanitarie. Come prevede la legge e la prassi medica, dopo la diagnosi di 'morte cerebrale' (morte a cuore battente), la irreversibilita' del processo di morte deve essere testimoniata da una specifica commissione che valuta il paziente per un periodo di osservazione stabilito in sei ore. Al termine di tale periodo, se non si sono verificate variazioni nei criteri sotto controllo, si puo' testimoniare della irreversibilita' del processo di morte del paziente. Nel caso del piccolo Gianluca, spiegano fonti dell'ospedale Civico, il periodo di osservazione termina alle 14.30: a quel punto la madre decidera' se donare gli organi.
 

  • Al via festa consumo critico sfilano anche genitori e docenti
Sabato, 18 Maggio 2013 09:30

Addiopizzo: studenti in corteo a Palermo per dire no alla mafia

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Palermo - Ci sono i bambini del Circolo didattico di Capaci con le magliette bianche con scritto ''Gli uomini passano le idee restano'', e quelli della scuola elementare San Domenico Savio, che si trova nel quartiere Pallavicino a Palermo, con i cappellini gialli, strumenti musicali e striscioni. In cinquemila, secondo la polizia municipale, tra studenti e docenti, stanno partecipando al corteo a Palermo organizzato dai ragazzi di Addiopizzo, che hanno scelto di inaugurare la Festa del Consumo critico, al via da oggi fino a domenica nel Giardino Inglese, con una grande manifestazione con i ragazzi di diverse scuole della citta' e della provincia.

Il lungo serpentone partito dal luogo che ospitera' la tre giorni 'per dire no al pizzo e alla mafia', ha attraversato via Duca della Verdura e il mercato storico della via Montalbo, per sensibilizzare i commercianti a denunciare. ''La citta' e' composta anche da quartieri come quello della via Montalbo - dice il coordinatore di Addio Pizzo Daniele Marannano - abbiamo scelto di sfilare in corteo in un luogo simbolico come questo mercato per fare arrivare un messaggio preciso ai commercianti: oggi si puo' e si deve denunciare il racket delle estorsioni senza essere lasciati soli''.

  • La decisione è arrivata dopo la violazione delle norme in materia di approvazione di strumenti finanziari
Sabato, 18 Maggio 2013 04:03

Crocetta scioglie Consiglio comunale di Milazzo

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Palermo - E' stato sciolto il Consiglio comunale di Milazzo, nel messinese. Oggi e' arrivato al Comune il decreto con cui il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ne ha disposto lo scioglimento, dando incarico al commissario Valerio de Joannon, viceprefetto aggiunto di Messina, di svolgere le funzioni del Consiglio comunale fino alla naturale scadenza della consiliatura. La decisione e' arrivata dopo la violazione delle norme in materia di approvazione di strumenti finanziari.

 

  • E' quanto è emerso durante l'operazione 'SoleMare
Sabato, 18 Maggio 2013 02:14

Scoperta maxi frode nel settore turistico in Sicilia, fatture false per 10 milioni

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Palermo, 17 mag - Emissione di fatture false per circa 10 mln di euro con l'obiettivo di giustificare costi inesistenti. E' quanto e' emerso durante l'operazione 'SoleMare', condotta dal nucleo antifrode della Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate della Sicilia nei confronti di una societa' che opera nel settore turistico. Gli 007 del fisco sono stati impegnati per oltre un anno in una serie di verifiche, anche attraverso l'utilizzo di indagini bancarie con l'incrocio dei dati tra una pluralita' di soggetti operanti nel settore turistico e coinvolti sia direttamente che indirettamente nella frode.

Gli investigatori hanno cosi' scoperto che l'utilizzo di fatturazioni per operazioni inesistenti, rilasciate da una societa' cartiera appositamente creata, permetteva all'impresa di giustificare costi inesistenti. Inutile si e' rivelato il tentativo della societa' di distruggere le scritture contabili per occultare le operazioni, che sono state ricostruite nel dettaglio. La frode, che aveva l'obiettivo sia di evadere l'imposta sia di percepire contributi pubblici indebitamente e' stata segnalata alla Procura.

 

  • Pesano i contenziosi che potranno aprirsi dopo la caducazione dei contratti stipulati dalla società
Venerdì, 17 Maggio 2013 19:15

Corte Conti: Con il no al Ponte sullo Stretto rischio ulteriori oneri per l'Anas

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Roma - Lo stop alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina "potrà determinare contenzioso ed ulteriori oneri per effetto della mancata realizzazione dell'opera". Serve perciò particolare attenzione all'evento previsto dalla legge di stabilità 221 del 2012.

Lo scrive la Corte dei Conti nella relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Anas Spa per l'esercizio 2011. "Ha osservato la Sezione che particolare attenzione deve essere rivolta alla questione relativa alla realizzazione di un ponte sullo Stretto di Messina, in quanto il verificarsi dell'evento caducatorio previsto dal comma 8 della Legge 221/2012 (mancata stipula con il Contraente Generale dell'Atto aggiuntivo nel termine perentorio del 1° marzo 2013) con conseguente caducazione di tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché delle convenzioni e di ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla Società, potrà determinare contenzioso ed ulteriori oneri per effetto della mancata realizzazione dell'opera", scrivono i giudici contabili.

La norma infatti, scrive ancora la Corte dei Conti, "ha drasticamente inciso sull'operatività della Società e sui programmati sviluppi di realizzazione dell'opera (il completamento dei lavori e l'apertura del Ponte al traffico era prevista nel 2019)". Infatti, in attuazione di quanto stabilito dalla stessa legge , con apposito Dpcm è prevista la messa in liquidazione della società e la nomina di un Commissario liquidatore. "La Società ritiene di aver diritto all'indennizzo da parte delle competenti Amministrazioni in conseguenza del venir meno della convenzione di concessione e dello scioglimento dei rapporti contrattuali anche a fronte di pretese che dovessero essere avanzate, da soggetti terzi, a diverso titolo, per effetto della mancata realizzazione dell'opera", si legge ancora nel Rapporto.

  • Secondo l'accusa, reggeva il clan su mandato dei fratelli
Venerdì, 17 Maggio 2013 19:02

Sequestrati beni per 2, 5 mln al boss Aldo Madonia, esponente mafia di Resuttana

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Palermo, 17 mag. - Beni per due milioni e mezzo di euro riconducibili a Aldo Madonia, esponente dell'omonima famiglia mafiosa del mandamento di Resuttana sono stati sequestrati a Palermo dai carabinieri del Ros su provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale, richiesto dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi.

Arrestato il 5 dicembre 2008 per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni, Aldo Madonia e' stato recentemente condannato nell'ambito del processo "Rebus" a sette anni di reclusione che sta scontando nel carcere di Melfi.

Secondo l'accusa, reggeva il clan su mandato dei fratelli, che lo avevano tenuto in posizione "riservata", nel tentativo di preservarlo da indagini. Il sequestro riguarda un appartamento in via Olivella, un deposito in via Musotto , una villa a Custonaci (Trapani), polizze vita, fondi comuni d'investimento, numerosi rapporti bancari.

Palermo, 17 mag. - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e' tra i 176 testimoni che i pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi vogliono ascoltare al processo per la trattativa Stato-mafia, il cui inizio e' previsto per il 27 maggio davanti alla Corte d'assise di Palermo. Nella lista, su cui dovranno comunque decidere i giudici, figura anche il presidente del Senato, Pietro Grasso.

"Alla luce di cio' che pubblica oggi a pagina 13 il Sole 24 ore, in un pezzo a firma Dino Amadore probabilmente oltre che l'indagine sui rapporti Stato-mafia riguardanti gli anni '90 bisognera' prima o poi aprire una indagine sui rapporti di un settore della procura di Palermo e Massimo Ciancimino vista la gravita' delle cose che stanno emergendo". Lo afferma Fabrizio Cicchitto del Pdl.

  • Marco Forzese contro i vertici dell’ente
Venerdì, 17 Maggio 2013 13:57

Polemiche all’Ars sul Teatro Bellini di Catania

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  • Il deputato: “Interrogazione urgente a Crocetta ed a Stancheris”

Catania - Ancora polemiche sulla gestione del teatro Massimo Bellini di Catania da parte del deputato regionale nonché presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars Marco Forzese cui non sono piaciuti gli inviti ad “essere cauto” nella ricostruzione dei fatti sorti dopo la notizia dell’inchiesta della Guardia di finanza su presunti episodi di assenteismo ed abusi da parte di dipendenti dell’ente. “Apprendo con vivo stupore – dice Forzese che nei giorni aveva chiesto l’azzeramento dei vertici del teatro – della affermazioni dei signori Zappulla e Cinquegrana, commissario e sovrintendente del Bellini i quali arrivano ad affermare che non avevano mai ricevuto alcuna informazione dall’ex sovrintendente Fiumefreddo circa i presunti abusi che stanno emergendo dall’indagine della Guardia di finanza.  A parte la risibilità di tali affermazioni, -aggiunge Forzese - considerato che entrambi erano consiglieri di amministrazione proprio quando i responsabili di tali abusi venivano sospesi o trasferiti da Fiumefreddo e poi da loro stessi reintegrati. Ancor più risibili, considerato che tali fatti, oltre che ben noti all’interno, furono oggetto di amplissima campagna di stampa”.

Forzese, secondo cui “il commissario Zappulla è nominato contra legem, con un incarico annuale mentre la legge impone un massimo di 3 mesi”, sollecita quindi l’intervento del governo regionale ed in particolare dell’assessore Stancheris e del presidente Crocetta. “Rivolgeremo un’interrogazione urgente – conclude - confidando che un loro immediato intervento risolutivo possa evitare di dover coinvolgere l’intera Assemblea con apposito ordine del giorno che non esiteremo a presentare in aula.”

  • Le richieste di sequestro erano state presentate nell’ambito dell’operazione di gennaio “Nuova Ionia”
Venerdì, 17 Maggio 2013 13:28

Dia sequestra beni per 1,5 mln,riconducibili ai fratelli Tancona del clan Cintorino

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Catania - Catania - Beni per 1,5 milione di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania ai fratelli Alfio e Salvatore Tancona allo stato entrambi detenuti per fatti di mafia e ritenuti elementi di spicco del clan Cintorino, correlato ai Cursoti, cosca a sua volta gravitante nell’orbita dei Cappello-Bonaccorsi di Catania. Il provvedimento è del Tribunale etneo, Sezione Misure e prevenzione, che ha anche disposto il sequestro dei beni intestati ai rispettivi figli dei Tancona, entrambi di nome Carmelo, uno nato nel 1988 e l’altro nel 1986.

I Tancona erano già stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nel maggio 2012 e nel gennaio 2013 per associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e reati in materia di armi nell’ambito dell’operazione “Nuova Ionia”.

In particolare la Dia ha scoperto diversi cespiti patrimoniali che nonostante fossero intestati a congiunti dei Tancona in realtà erano riconducibili a loro. Il sequestro ha riguardato 3 immobili, uno dei quali costruito senza autorizzazione in un terreno di Fiumefreddo di Sicilia intestato al padre Carmelo, svariati conti correnti bancari e postali, 3 imprese individuali con sede a Fiumefreddo e Taormina per la vendita al dettaglio di generi alimentari, bar-tabacchi e ricevitoria, 1 società di gestione di servizi pubblici sempre a Fiumefreddo, e 10 autoveicoli tra cui un autocarro e un furgone.

 

  • Il piccolo portato d'urgenza in ospedale, è in gravi condizioni
Venerdì, 17 Maggio 2013 09:16

Poliziotto spara a figlio di 7 anni e si uccide. Bimbo gravissimo lotta per la vita

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Palermo, 17 mag.  - Un poliziotto della Questura di Palermo ha sparato al figlio e poi si è suicidato all'alba di oggi a Misilmeri, comune a pochi chilometri dal capoluogo siciliano. L'agente ha esploso contro il figlio un colpo con la sua pistola d'ordinanza ferendolo gravemente e, successivamente, si è rivolto l'arma alla testa e ha fatto fuoco facendola finita.

Il piccolo è stato trasportato d'urgenza in un ospedale palermitano dove adesso sta lottando per restare in vita. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri e la polizia scientifica che sta effettuando i rilievi del caso.

"E' ancora prematuro fare delle considerazioni su quanto accaduto". E' il primo commento del Questore di Palermo, Nicola Zito, raggiunto telefonicamente dall'agenzia ITALPRESS dopo la tragedia familiare di stamattina a Misilmeri, dove un poliziotto della sezione antirapine della Squadra Mobile ha sparato al figlio di 7 anni e si e' suicidato.
"Stiamo chiarendo la dinamica di quanto accaduto - aggiunge -. Si stanno conducendo gli accertamenti ed i nostri agenti sono sul posto della tragedia. Come primo provvedimento, in segno di lutto, ho annullato la conferenza stampa convocata per oggi in occasione del 161° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato per un bilancio sulle operazioni piu' importanti degli ultimi mesi e la piccola cerimonia di celebrazione che avremmo tenuto domani".
"Siamo vicini alla famiglia - conclude Zito -. E' un momento di lutto per la Polizia di Stato".

Intanto i medici del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Civico di Palermo stanno sottoponendo ad intervento d'urgenza il bambino al quale stamattina l'agente della Mobile di
Palermo, Ivan Irrera, ha sparato nella sua abitazione di
Misilmer. Secondo le prime ricostruzioni dei colleghi, Irrera, intorno alle 6.30 sarebbe entrato nella stanza in cui dormiva il piccolo e impugnata la pistola d'ordinanza ha fatto fuoco. Poi con la stessa arma si e' tolto la vita, sparandosi ad una tempia. La moglie e' stata la prima ad accorrere svegliata dai colpi di pistola.
Davanti le si e' presentata la terribile scena.  L'altra figlia della coppia, una ragazza di 14 anni, non era in casa perche' ospite di una parente.  Si ignorano al momento le cause che avrebbero spinto l'uomo ad uccidere il figlio.

Stanno arrivando alla spicciolata al reparto di neurochirurgia dell'Ospedale Civico di Palermo parenti e gli amici del poliziotto.
Chi conosceva Irrera e' incredulo, nessuno riesce nemmeno ad ipotizzare una spiegazione per questo folle gesto. L'altra figlia del poliziotto della Squadra mobile di Palermo non sa ancora nulla della tragedia. .
Un'amica dell'uomo arriva in lacrime: "Era una persona buonissima, eravamo compagni alle elementari lo conoscevo da una vita - dice singhiozzando - non posso credere che abbia ucciso suo figlio, possibile che stesse pulendo la pistola e sia partito un colpo?
Non posso pensare che l'abbia ucciso volontariamente" continua a ripetere nel corridoio dell'ospedale.


 

 

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