premio padua

Premio Padua 2018, i nomi per l’edizione n. 51

RAGUSA) di Elisa Montagno) – E’ al lavoro la commissione del ‘premio Padua’, istituito dalla famiglia del compianto Salvatore, nel lontano 1968, per individuare l’atleta dell’anno per il 2018. Oggi la commissione, presieduta da Adolfo Padua e che ha registrato la partecipazione del delegato del Coni di Ragusa Gianstefano Passalacqua, di Francesca Giucastro (premiata nel 1985) in rappresentanza degli ex atleti insigniti del premio, dei rappresentanti del Panathlon Club di Ragusa Vito Venitata e Alfina Marino, di Alessandro Bracchitta in rappresentanza della famiglia Padua, dei rappresentanti dell’Assostampa di Ragusa Gianni Molè e Michele Farinaccio e dei delegati dal Coni, Claudio Alessandrello della Federazione Vela e Sergio Cassisi del Csen, ha esaminato i primi curriculum pervenuti alla segreteria del premio da parte delle federazioni sportive. Anche i componenti della commissione hanno avanzato delle proposte. Al termine dei lavori della prima riunione risultano segnalati per il premio Padua 2018 gli atleti Luca Poli della Federazione Italiana della Pesca, il mezzofondista Carmelo Cannizzaro della Running Modica, il rugbista Adriano Nicita, la ciclista Margherita Di Martino nonché Ermelinda Rosso per gli sport paralimpici. In una prossima riunione si procederà ad una scrematura delle segnalazioni per ridurre il numero degli atleti in corsa per aggiudicarsi il premio atleta dell’anno 2018. Per quantoriguarda il premio Csen è stato deciso di assegnarlo al gruppo ‘Swing Dance’ di Ragusa.
Il delegato del Coni Gianstefano Passalacqua ha informato la Commissione che durante la cerimonia di consegna del premio si procederà anche ad assegnare le benemerenze del Coni che quest’anno sono state conferite all’allenatore di pallavolo Giovanni Giurdanella e agli atleti Guglielmo Pacetto e Monica Floridia.
La commissione ha fissato per il 20 dicembre alle ore 18 nella sala convegni del Palazzo della Provincia la cerimonia di consegna del 51° premio Padua.
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la seenetta

Ritorna il musical “La Sirenetta” al Teatro Garibaldi di Modica

MODICA (di Elisa Montagno) – Dopo il grande successo dei mesi scorsi, gli allievi dell’Accademia “Gli Armonici” a grande richiesta riportano al Teatro Garibaldi di Modica lo spettacolo “La Sirenetta”, l’intramontabile classico ispirato al celeberrimo film d’animazione Disney. Nessuno, nel tempo, rimane indifferente al dolce richiamo di “In fondo al mar”, la meravigliosa colonna sonora della fiaba, in cui vede la curiosa e un po’ ribelle Ariel protagonista di una storia che da sempre conquista il cuore di grandi e bambini. Uno dei classici più amati di tutti i tempi per un musical romantico, allegro e ricco di numeri musicali conosciuti e non (tra cui uno dedicato al tip tap), per una performance in cui i bravissimi giovani attori saranno impegnati, contemporaneamente e rigorosamente dal vivo, nel canto, nel ballo e nella recitazione. Come tutte le favole che si rispettino, il lieto fine vedrà trionfare il grande amore. La Sirenetta coronerà il suo sogno diventando una donna e sposando il principe Christian, superando con molte difficoltà le avversità della malefica Ursula, strega degli abissi.
Si preannunciano due serate all’insegna del grande spettacolo, capaci di offrire un’occasione unica nel suo genere per tutti gli spettatori della Fondazione Teatro Garibaldi. Anche in questa occasione la regia saràÌ firmata da Marco Verna, mentre la direzione artistica dello spettacolo saràÌ affidata alla maestra Elvira Mazza con l’organizzazione di Paola Agosta. Previsti grandi effetti teatrali con le musiche e le luci a cura di Promo Service, la scenografia firmata da Studio 39, pronti a creare l’ambientazione perfetta all’interno del teatro. Lo spettacolo rientra nella sezione “teatro per famiglie” del programma previsto dalla Fondazione con sovrintendente Tonino Cannata e direttore artistico Giovanni Cultrera.
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scatti luigi nifosi

Cronache celesti, a Modica in cento scatti aerei la Sicilia di Luigi Nifosì

MODICA (di Elisa Montagno) – Dai profondi abissi blu delle sue isole, alle vertigini delle montagne; dal rigore assiale delle geometrie urbane, all’abbraccio rotondo e matematicamente perfetto dei teatri di pietra; dalla scarnificazione estrema delle isole all’energia primordiale dei vulcani, fino al silenzio rarefatto e remoto di siti archeologici e preistorici. A Modica, con “Sicilia, l’isola mai vista”, mostra di foto aeree di Luigi Nifosì [7 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019] nella doppia sede dell’Ex Convento del Carmine e della Fondazione Grimaldi, è di scena un’autentica ebbrezza dei sensi guidata da un senso – la leggerezza – che, invero, non è in dotazione agli esseri umani: levarsi in volo, superare il vincolo terrestre della gravità, cullarsi fra aria e vento. E ancora: osservare l’opera dell’Uomo dall’inedita prospettiva verticale – privilegio di piloti, creature alate e, di recente, di navigazioni virtuali con Google Earth – fino a credere di possederla, questa infinita e azzurra bellezza, nella visione d’insieme di uno sguardo dalle nuvole. Inaugurazione venerdì 7 dicembre, dalle ore 19 (presentazione ore 18, Auditorium Floridia).
In mostra a Modica, infatti, sono oltre cento scatti aerei, stampati in grande formato (100×70 cm), selezionati dall’immenso archivio di immagini realizzato negli ultimi vent’anni dall’infaticabile Nifosì durante le sue “perlustrazioni celesti” fra i cieli della Sicilia e quelli dei suoi arcipelaghi, a bordo di elicotteri militari dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Ripartita in quattro sezioni – archeologia, città, isole e vulcani – “Sicilia, l’isola mai vista” è impaginata a Modica in due sedi: l’ex Convento del Carmine, dove sfogliare l’atlante visivo di città, isole e vulcani, e la Fondazione Grimaldi, che propone un viaggio nel tempo con la selezione degli scatti dedicati ai siti archeologici, preistorici e rupestri. Una mappatura pressoché completa, quella con cui Nifosì, da trent’anni documenta per gli studi di soprintendenze e atenei l’immenso giacimento dei tesori dell’arte, dell’urbanistica e della natura siciliana: un mosaico di fotogrammi che, insieme, ricompongono nelle sue mille sfaccettature l’anima millenaria e multiculturale dell’isola più grande del Mediterraneo. I saggi introduttivi alla mostra di Modica, affidati alle penne autorevoli di due illustri studiosi – lo storico contemporaneo Uccio Barone (Università di Catania, Dipartimento Scienze Politiche) e lo storico dell’arte Paolo Nifosì – esplorano e approfondiscono inoltre il valore culturale, artistico e persino sociale di questa lunga e appassionata indagine del fotoreporter sciclitano: l’ennesima opportunità di conoscere meglio – e dunque amare, rispettare, tutelare, tramandare intatte alle nuove generazioni – lo sterminato patrimonio paesaggistico e culturale che possiede la Sicilia.
Del candido stupore che suscita la Sicilia “mai vista” negli scatti aerei di Luigi Nifosì ha scritto anche il romanziere e critico letterario francese Dominique Hernandez: “Vista dall’alto, la Sicilia non somiglia affatto a ciò che se ne coglie al livello del suolo. E sembra persino che certi monumenti siano stati concepiti e realizzati per essere visti dall’ alto, anche se, all’ epoca della loro costruzione, ovviamente, l’elicottero non era stato inventato. Nessun architetto aveva la minima idea che un giorno potessero essere visti dal cielo”. E così la fantasia si scatena: Mozia appare un’isola-merletto con gli ordinati riquadri dei suoi filari di vigne; Grammichele e la sua pianta esagonale ricordano un’astronave nel cuore della Sicilia; Donnafugata e i giardini all’italiana fanno pensare a una piccola Versailles mentre a Selinunte, le colonne del tempio che riposano sul prato sembrano i giocattoli di una divinità bambina, frettolosamente e disordinatamente dimenticati “per terra”.
In evidenza, per appassionati, studiosi – e, perché no, anche per quelle istituzioni cui è demandata, in Italia, la tutela del patrimonio culturale del Paese – alcuni scatti assolutamente inediti realizzati da Nifosì in siti archeologici e preistorici semisconosciuti come Mokarta (Salemi, Tp), Palikè (Palagonia, CT), Monte Adranone (Sambuca di Sicilia, Ag), Monte Jato (San Giuseppe Jato, Pa), Monte Turcisi (Castel di Iudica, Ct) e Tapsos (Priolo, Sr): sono acropoli, agorà, piccoli villaggi che ai profani possono apparire semplici composizioni di ruderi ma che, nella prospettiva insolita della visione aerea, diventano per ricercatori e laureandi in beni culturali un nuovo ed eccitante stimolo di studio, confronto e approfondimento.
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Aeroporto Comiso

Comiso: rilanciare il Pio La Torre per tenerlo in vita… ma come?

COMISO  (Giulia Di Martino)-L’obiettivo è comune ma le strategie per tenere in vita l’aeroporto di Comiso, sono diverse. Il comune di Comiso, ha invitato istituzioni ed oltre a costituire una nuova società consortile per ‘gestire’ il 35% delle quote di proprietà dell’ente casmeneo ed eventualmente acquisire quote InterSac in liquidazione. Una proposta che non piace alla CNA. La confederazione dell’artigianato, attraverso il suo segretario, Giovanni Brancati, è stata caustica non solo nei confronti dell’idea del comune di Comiso ma anche verso chi la sostiene. Brancati non le manda a dire e spiega come ed in che modo si può pensare ad una privatizzazione e chi potrebbe esserne interessato anche alla luce di un socio di maggioranza, InterSac, in ambasce. E la proposta la contesta anche Confesercenti Fra i sindaci, invece, la proposta passa. Non convince appieno ma l’idea che ha il comune di Comiso di ‘aprire’ ai privati, tutto sommato, è accetta.

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Ignazio Abbate

Il Sindaco di Modica visita le cucine della mensa scolastica

MODICA (di Elisa Montagno) – Il Sindaco di Modica Ignazio Abbate ha visitato i locali delle cucine della mensa scolastica. Con lui il vicesindaco Saro Viola ed il dirigente del settore scuola, Giorgio Di Giacomo. I rappresentanti dell’Amministrazione hanno voluto vedere in prima persona il lavoro degli addetti durante la preparazione dei pasti per tutte le scuole dell’obbligo modicane. Solo nella giornata di oggi sono stati preparati ben 400 pasti ed altre richieste sono già arrivate da parte di famiglie che hanno aderito a questo servizio. “Come già fatto in passato sono voluto venire a constatare con i miei occhi la bontà del lavoro degli addetti alla mensa. Ho trovato molta pulizia ed ingredienti bio a km zero. Tutti i piatti vengono preparati e confezionati con cura con un occhio di riguardo alle intolleranza alimentari. Nel caso, ad esempio di intolleranza al glutine o al lattosio, il pasto viene preparato a parte in appositi contenitori usati solo allo scopo. Possiamo ritenerci molto soddisfatti di quanto visto e vogliamo tranquillizzare i genitori che il livello della nostra mensa è sempre alto e competitivo”.
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