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Dasf e Entrepart, tracciato il bilancio dell’attività svolta

(di Elisa Montagno)  Si sono conclusi i progetti Dasf (“Artigiani senza frontiere”) ed Entrepart (“Condividere l’esperienza imprenditoriale italiana e tunisina”). I due progetti, tra loro complementari, con capofila la Cna provinciale di Ragusa, sono finanziati all’interno del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia nell’ambito dello Strumento europeo di vicinato e partenariato e nel contesto dell’allargamento dell’Unione europea.
L’obiettivo è stato il costituire un distretto artigianale transnazionale allo scopo di esaltare l’attività turistica e a stimolare la creazione di nuove imprese facendo leva sullo spirito dell’internazionalizzazione. Il partenariato è formato, oltre che dalla Cna di Ragusa, dall’Onat (Ufficio nazionale per l’artigianato in Tunisia), l’Utica (Unione tunisina per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato – Regione Ariana) e dalla Camera di commercio e Industria di Bizerte, oltre che dalle Cna provinciali di Agrigento, Siracusa e Trapani. Si può affermare in conclusione che il progetto Dasf ha fatto da incubatore per la nascita del primo esempio pilota di distretto transfrontaliero italo-tunisino. Il progetto Entrepart, invece, ha realizzato 22 programmi di scambio e di affiancamento tra imprese tunisine e siciliane per la condivisione di buone prassi di gestione e produzione, trasferimento di know how, business skills.

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‘A Lumera’ torna a divertire il grande pubblico

(di Elisa Montagno)  La compagnia teatrale “A Lumera” di S. Croce Camerina è pronta a regalare nuove risate ai suoi spettatori oramai affezionati. Come ogni anno, infatti, si avvicina agosto, mese prediletto da questi bravissimi attori dialettali che presentano la loro nuova fatica al grande pubblico. Il prossimo venerdì 5 agosto dalle 21.00, dunque, presso il cine-teatro “Giardino d’estate” a Casuzze verrà messa in scena la prima de “U parrucu m’pazziu”, un adattamento di Marianna Rizzo e Lorella Mauro della commedia brillante in due atti di G. Di Maio.
Ci verrà raccontata la storia di un paesino contadino diviso tra religione, credenze popolari e superstizioni, ma più precisamente siamo a casa di don Sandro (Vincenzo Vacante), parroco del paese, della sua indomabile nipote e perpetua donna Rosa (Cinzia Giummarra) e dell’esilarante sacrestano Modestino (Paolo Vacante). Il parroco, con ogni mezzo, combatte scaramucce, litigi e difficoltà dei fedeli, provando a consolidare la loro fede operando spesso con ingenui sotterfugi e finti miracoli. Ma a complicare e mischiare le carte è una vicenda ricca di personaggi, intrecciati dal tentativo del sacerdote di tenere il paese unito e vivo nella vera “fede”. Saliranno alla ribalta scenica: il sindaco (Peppe Lillo), un avvocato mangione (Salvuccio Barone), una baronessa (Ilenia Cilia) con famiglia al seguito, una maestrina ragazza madre (Francesca Ruggeri), contadini e altri personaggi paesani che, tra contrasti e mezze verità, porteranno quasi alla pazzia don Sandro facendo smuovere tuttavia le coscienze di tutti, facendo emergere i “peccati” commessi dai protagonisti del paese. La situazione richiederà addirittura la presenza del Vescovo (Silvio Rizzo), che, nel tentativo di indagare sul “miracolo” e risolvere questa complicata vicenda, arricchirà un finale che farà sorridere, riflettere, ma anche sperare … in un momento difficile come quello che il nostro “grande paese” attraversa.

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