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Operazione contro il caporalato, due arresti

VITTORIA (Giulia Di Martino) – Operazione contro il caporalato. Indagini ‘lampo’, durate 14 ore. La polizia, ha arrestato due fratelli, imprenditori agricoli –denunciandone un terzo– per sfruttamento della manodopera. Ben 26 i lavoratori (uomini e donne), costretti a condizioni degradanti: 19 richiedenti asilo, 5 rumeni e 2 tunisini, pagati 25 euro al giorno per 8 ore di lavoro, senza ferie e altri diritti. Vivevano in case abusive dentro l’azienda, ai limiti dell’umano. Sono ai domiciliari Valentino e Angelo Busacca, il primo nato a Comiso 31 anni fa e l’altro nato a Vittoria nel ’69. Oggi, di buon mattino, i poliziotti si sono appostati nei terreni dove c’è l’azienda ‘Busacca” e verso le 5.30, hanno visto arrivare le prime auto cariche di lavoratori, contandone una trentina del centro Africa. Tre ore dopo, l’irruzione in un terreno di 80.000 metri quadri, dove operavano tre aziende agricole per la coltivazione di ortaggi in serra. Una, non impiegava alcun operaio in quel momento; un’altra, invece, ne aveva 4, regolarmente assunti ma pagati 25 euro al giorno, pur avendo firmato un contratto che ne prevedeva 63. Il titolare, veniva così denunciato. La situazione più complicata, invece, era quella dell’azienda dei fratelli Busacca: ben 26 lavoratori sottopagati, uomini e donne, impegnati a raccogliere pomodori. Alcuni, venivano bloccati e identificati dalla polizia mentre altri riuscivano a scappare. Condizioni di lavoro e di vita dentro l’azienda, degradanti e, umanamente, umilianti in un’azienda senza una sola delle prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Alloggi fatiscenti, costruiti abusivamente dentro l’azienda, dove vivevano 15 lavoratori in condizioni pessime. Il resto di chi era impiegato in serra, era prelevato ogni mattina dai titolari, senza intermediazione. I due fratelli, hanno ammesso le loro colpe, dicendo però di non essere diversi dalla concorrenza. I medici dell’ASP, chiamati dagli agenti, hanno accertato l’inidoneità dei locali. Già nel 2015 c’era stato un sopralluogo in questa azienda, evidenziando le stesse carenze riscontrate oggi a dimostrazione di come nulla sia stato fatto per ovviare: operai senza scarpe da lavoro, scalzi o in ciabatte, senza magliette, con normali pantaloni e senza l’abbigliamento adeguato alla loro mansione. Inesistenti gli impianti antincendio nelle serre e nelle casei. Gli operai, hanno raccontato che erano i due Busacca ad andare a prenderli a casa, impartirgli gli ordini, organizzare il lavoro e a pagarli. Almeno 8 ore al giorno per una paga di 25 euro, corrisposti ogni sabato in contanti; niente ferie –c’era chi, fra loro, non sapeva neppure cosa fossero– e nessun corso sulla sicurezza o una visita medica. Il timore di essere licenziati, gli impediva anche l’azzardo di chiedere un aumento ed erano spaventati all’idea che il loro lavoro non paicesse ai datori o all’addetto al loro controllo. I due fratelli Busacca, sono stati arrestati per aver reclutato manodopera, in condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno. Ai titolari, adesso ai domiciliari, verranno notificate le violazioni dall’Ispettorato del Lavoro e saranno sospese le attività per le numerosissime violazioni riscontrate

 

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Donna immobilizzata, picchiata e rapinata in casa

MODICA(Di Giulia Di Martino) – Violenta rapina è stata messa a segno nella tarda serata di ieri, in una villetta di contrada Aguglie, lungo la provinciale che collega Modica a Pozzallo. I rapinatori –probabilmente tre– hanno fatto irruzione nella casa dove vive da sola un’anziana donna. La tecnica che avrebbero usato anche in questa circostanza, è sempre la stessa di questo genere di azioni: i malviventi, immobilizzano le loro vittime legandole ed imbavagliandole, dopo averle aggredite, malmenate e ridotte all’impotenza. Poi, indisturbati, fanno razzia di tutto ciò che trovano dentro le ville, puntando soprattutto sui soldi e sugli oggetti di valore. Cosa puntualmente avvenuta anche stavolta. Teatro dell’azione criminale, è stata la periferia di Modica, la zona prossima al foro boario. Tutto, è accaduto, secondo una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti che però, sull’episodio, mantengono riserbo più assoluto, intorno alle 23.00. I malviventi si sono introdotti all’interno della villetta dove vive da sola una donna di 76 anni. L’hanno colpita probabilmente con un pugno all’occhio e l’hanno immobilizzata, legandola ad una sedia. Hanno preso tutto quello che potevano e che gli capitava a tiro, facendo, letteralmente, razzia di oro e di contanti prima di scappare, praticamente, indisturbati. A dare l’allarme alla polizia, sono stati alcuni vicini della donna vittima dell’atto criminale, che hanno visto uno strano movimento di mezzi in prossimità di quella casa. Sul posto, è giunta un’auto e due agenti che, per prima cosa, hanno liberato la vittima, in chiaro stato di shock. La donna, è stata portata in ospedale dove le hanno diagnosticato un ematoma alla regione occipitale destra, causato dal colpo subito all’occhio. E’ stata dimessa e già stamattina è a casa. Difficile ancora ricostruire l’esatta dinamica della rapina e, soprattutto, quanto è stato sottratto all’anziana donna

 

MODICA: Donna immobilizzata, picchiata e rapinata in casa

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Operazione antidroga a Scicli, arrestati due tunisi

SCICLI (Di Giulia Di Martino) – Due arresti e droga sequestrata. Sono gli esiti dell’operazione antidroga condotta ieri dalla polizia a Scicli. Parecchie ore di lavoro in questa vasta operazione che ha visto impegnati agenti della Mobile e del commissariato di Modica, con le unità cinofile di Catania. Sono stati i civici 123 e 130 di corso Garibaldi, i punti di maggior interesse dei poliziotti. Case dove l’andirivieni di ragazzi, era costante di ogni giorno. Il monitoraggio su questo insolito movimento, aveva già permesso di accertare la costante abitudine di chi ci vive, a lasciare i portoni degli stabili sempre aperti, proprio per consentire agli acquirenti il libero accesso. Sin dalle prime luci dell’alba di ieri, sette equipaggi della polizia, hanno presidiato Scicli, effettuando la prima irruzione al civico 123. L’azione è stata repentina dopo che un uomo che si era affacciato al balcone, rientrando frettolosamente non appena si è reso conto della presenza della polizia. Gli agenti, hanno fatto appena in tempo ad entrare con i cani antidroga, bloccando Jaouhar Haj, 21 anni, tunisino, che era già chiuso in bagno per provare a disfarsi dei panetti di droga, gettandoli nel water. I cani Sky e Jagus, esemplari di pastore tedesco e malinois dei Cinofili di Catania, hanno fatto trovare altra droga nella tasca di un paio di pantaloni da lavoro e dentro i mobili della camera da letto, dove stava dormendo l’altro tunisino arrestato, Hamdi Debbech, 30 anni. In cucina, c’erano gli utensili usati per tagliare e confezionare le dosi. 100, i grammi di hashish sequestrati. Al civico 130 dello stesso corso Garibaldi l’altro intervento. In casa, c’erano cinque stranieri, tra cui anche un albanese, fotosegnalati e dopo gli accertamenti sulla loro posizione in Italia, rilasciati. I due tunisini arrestati, sono in carcere

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Rapina agenzia Unipol, due arresti

La Polizia ha arrestato Pietro, Calia, di 32 anni, e Gianluca Terranova, di 40 anni, in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale per una rapina all’agenzia Unipol di corso Tukory a Palermo. Il colpo risale allo scorso 24 febbraio. Calia e Terranova erano riusciti a fuggire, portando via un bottino di 1.200 euro in contanti ed alcuni assegni bancari. Grazie al sistema di videosorveglianza e alle intercettazioni, gli agenti della Sezione Antirapina sono riusciti a risalire ai due che erano pronti a organizzare altre rapine.

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Operazione della GdF contro le strutture ricettive irregolari

SCICLI (Di Giulia Di Martino) – La Guardia di finanza ha chiuso un’altra fase dell’operazione ‘Bed&Black-Fast’.  Nel mirino, 23 strutture ricettive, tra B&B, residence, case vacanze, affittacamere e country house, tra le oltre 400 che ci sono a Modica e Scicli. Il controllo della guardia di finanza, aveva già ‘toccato’ Ragusa e Santa Croce Camerina ed erano state scoperte ben 39 strutture ricettive abusive, con multe peri oltre 600mila euro. Tra le 23 strutture monitorate a Modica e Scicli, 13 sono risultate irregolari. L’incrocio dei dati tributari con la documentazione acquisita nei due comuni e all’ex Provincia, ha prodotto gli accessi ispettivi ed è venuto fuori che diverse strutture ricettive, erano totalmente abusive, senza la cosiddetta ‘SCIA’ -la Segnalazione certificata di inizio attività- ai rispettivi comuni e senza dichiarazione dei redditi. In altri casi, scoperta una vera e propria attività d’impresa alberghiera, organizzata professionalmente ed esercitata quotidianamente rispetto a quella occasionale dichiarata. Sebbene i titolari, formalmente, stipulassero con i clienti contratti per brevi soggiorni turistici o dichiarassero di operare in modo privato e occasionale, di fatto la gamma dei servizi offerti, 365 giorni all’anno, era ampia e comprensiva di tipologie non proprie di un bed&breakfast: piscina, noleggio ombrelloni, ristorazione e camere e posti letto superiori al consentito Le sanzioni ai titolari delle 13 attività irregolari, per aver omesso la certificazione di inizio attività al comune, vanno da 516 a 3.098 euro. Conseguenze ancora più gravi per i 12 titolari che sono stati anche denunciati in procura per non aver comunicato in questura chi alloggiava. Sul piano fiscale, venuta fuori un’evasione di imposte dirette, IVA e IRAP di oltre 992mila euro. Peraltro, in una struttura, c’era pure un lavoratore in nero. L’operazione, ha anche prodotto le denuncia dei titolari di tre noti alberghi modicani, che non hanno versato la tassa di soggiorno al comune, dal 2013 al 2016: oltre 144mila euro per quasi 90mila presenze non comunicate all’autorità di pubblica sicurezza…

MODICA: Operazione della GdF contro i B&B irregolari

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Rosolini: Muore nel tentativo di spegnere un incendio.

ROSOLINI – (Di Giulia Di Martino) Muore nel vano tentativo di spegnere un incendio. I carabinieri non avrebbero trovato nessuna traccia di violenza sul corpo  di Marco Materazzo, il 23enne, rosolinese, trovato carbonizzato ieri sera nelle campagne di Rosolini al confine con Ispica. Il corpo privo di vita è stato notato da un pastore che si trovava nella zona. È stato l’uomo ad avvertire i carabinieri della compagnia di Noto. Dai primi accertamenti pare che la vittima mentre si trovava con la propria autovettura abbia notato un incendio di sterpaglie e nel tentativo di spegnere le fiamme, per evitare che si potessero propagare nei terreni limitrofi è stato investito dalle lingue di fuoco. Per questo motivo i carabinieri escludono che possa trattarsi di omicidio. I militari dell’arma hanno lavorato tutta la notte per tentare di ricostruire quanto accaduto in contrada Palazzelle dove si è sviluppato l’incendio. La salma dopo l’ispezione cadaverica eseguita dal medico legale, che ha escluso segni di violenza è stata trasportata all’obitorio del cimitero di Rosolini dove verrà eseguita l’esame autopito, come disposto da magistrato Salvatore Grillo,  che servirà a chiarire se il giovane abbia perso i sensi per i fumi inalati e  sia morto per le ustioni sul corpo. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza su quanto accaduto.

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