“Black trash”, lavoratori sfruttati; arrestato un dirigente del Libero Consorzio

Arresto eseguito dalla Guardia di Finanza

SIRACUSA – La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito un provvedimento del GIP del Tribunale aretuseo, richiesto dalla procura, e ha arrestato 3 imprenditori siracusani e un dirigente del Libero consorzio di Siracusa, dopo un’indagine che ha svelato sfruttamento di manodopera e illecita percezione di contributi pubblici, con asse, proprio il dirigente di via Malta.

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Drammatico incidente, muore a 38 anni

L’uomo era in sella ad una moto

NISCEMI – Muore in sella alla sua Honda Hornet 600 e lascia la moglie e una bambina di 3 anni. La tragedia si è consumata al km 1+500 della Sp 233 direzione Niscemi Caltagirone, la bretella di raccordo fra la Sp 62 di santo Pietro, pressi località Ponte Gallo e l’innesto con la Sp 39/I di Niscemi. A perdere la vita in circostanze tragiche Saverio Liardo, 38 anni di Niscemi. La dinamica del sinistro, che è assai complessa, è al vaglio dei carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Caltagirone e della locale Stazione, entrambi sul posto per compiere i rilievi. Gli inquirenti stanno cercando di venire a capo di una matassa che, per le dinamiche del caso, è assai ingarbugliata.

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Un giovane di 17 anni muore in un incidente stradale

La tragedia a Palermo nella notte tra Sabato e domenica scorsi

PALERMO (Giulia Di Martino) – Tragedia nella notte tra sabato e domenica scorsi  a Palermo. Un incidente mortale si è verificato in viale Regione siciliana in un tratto di strada funestato spesso da incidenti gravi. Un ragazzo di appena 17 anni, Agostino Cardovino il suo nome, che stava attraversando la sede stradale proprio di viale Regione Siciliana è stato investito da un’auto guidata da una giovane anche lei di appena 21  anni. 

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Omicidio Lucifora, Corallo si avvale della facoltà di non rispondere

Interrogato stamattina al Tribunale di Ragusa

RAGUSA (Giulia Di Martino) – Si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere Davide Corallo, il carabiniere 39enne di Giarratana, sospeso dal servizio alla caserma di Buccheri, dov’è rimasto sino allo scorso febbraio, e in carcere, a Caltagirone, da quattro per l’omicidio del cuoco modicano Peppe Lucifora, commesso lo scorso 10 novembre a Modica. Una udienza durata circa mezzora al termine della quale il gip di Ragusa, Eleonora Schinina’, si e’ riservata la decisione sul provvedimento di custodia.

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Furbetti del cartellino nel mirino delle Fiamme gialle

Caltanissetta (Di Giulia Di Martina )- Timbravano il badge e invece di andare in ufficio, si allontanavano dal posto di lavoro girovagando per la citta’, andando in banca, a fare la spesa o altre esigenze personali. Il tutto per quattro o cinque ore, su un turno di sei.

Con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e false attestazioni, la guardia di finanza di Caltanissetta ha denunciato dieci funzionari pubblici regionali impiegati del Servizio territoriale nisseno dell’Ufficio regionale gare d’appalto: disposta dal gip del tribunale, la sospensione dal lavoro da sei mesi a un anno. L’indagine, denominata ‘Ghost’, e’ stata portata avanti con appostamenti, pedinamenti e riprese video, oltre che riscontri documentali. Gli indagati, secondo la guardia di finanza, “in un contesto di generale complicita’”, per attestare falsamente gli orari di servizio, sostenevano il mancato funzionamento del lettore dei badge o semplicemente dichiaravano di avere dimenticato il cartellino. In una nota, si parla anche di “inoperosita’ di buona parte dei dipendenti” che, in varie occasioni e per diverso tempo, sono stati filmati mentre stazionavano nei corridoi invece di lavorare negli uffici. Una indagine durata circa un anno e che si concludera’ adesso con la quantificazione delle retribuzioni percepite indebitamente dai funzionari, la cui posizione verra’ segnalata alla Corte dei conti per il recupero delle somme. 

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Condannati per associazione mafiosa, beneficiavano del reddito di cittadinanza

Operazione della Guadia di Finanza

ENNA – (Giulia Di Martino) – Scoprire chi prende, indebitamente, il reddito di cittadinanza. C’ha lavorato la guardia di finanza nell’ennese, mettendo nel mirino, a tutela della spesa pubblica, contro le indebite percezioni dei pubblici sussidi. Una articolata e complessa analisi per individuare condotte penalmente rilevanti. In particolare, vagliate le posizioni di gente condannata, con sentenze passate in giudicato, per mafia per e verificarne la legittimità delle istanze inoltrate. Si è appurato che parte dei percettori o dei componenti del nucleo familiare -riconosciuti quali affiliati alle consorterie criminali- risultavano aver richiesto ed ottenuto il sussidio, senza i requisiti previsti dal provvedimento normativo; altri, invece, hanno scientemente omesso di fornire informazioni utili per una corretta determinazione dell’ammontare del beneficio. Al termine degli accertamenti, è arrivata la denuncia di 5 appartenenti alla criminalità organizzata, originari della provincia. Sono stati denunciati alla procura, diretta da Massimo PALMERI e, contestualmente, segnalati all’Inps per il procedimento di revoca degli indebiti benefici ottenuti e il conseguente recupero delle somme già erogate, complessivamente 70 mila euro. L’inchiesta, denominata ‘Brick’, testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione della Guardia di Finanza, a favore dei cittadini onesti perché queste misure di contrasto alla povertà, siano effettivamente destinate alle fasce più deboli e bisognose e non appannaggio di individui al di fuori della cornice della legalità. Già nei giorni scorsi, infatti, con l’operazione “Inside”, il Comando Provinciale di Enna aveva analizzato la posizione di numerosi “imprenditori agricoli” che, senza i requisiti di legge, beneficiavano del sussidio, denunciando  36 persone e avviando il recupero di 200 mila euro

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