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Messsina, arrestati 2 corrieri della droga, sequestrata oltre 6 kg di marijuana

MESSINA (di Giulia Di Martino) – Oltre sei chili di  marijuana sono stati sequestrati a Messina dalla Guardia di Finanza che ha arrestato due corrieri. Il blitz è scattato agli imbarcaderi dei traghetti che collegano con la Calabria. La droga era trasportata all’interno di  due bagagli di passeggeri in transito, nascosta in sei involucri di cellophane, sigillati con nastro da imballaggio e imbevuti di profumo, nel tentativo di  sfuggire a un eventuale controllo dei cani antidroga. Durante i controlli effettuati dalle Fiamme gialle sui mezzi in transito nella città dello Stretto, i cani antidroga  Sara e Dandy hanno scoperto la sostanza stupefacente all’interno dei bagagli di due pullman provenienti dal Nord Italia. I corrieri della droga, un uomo e una donna di origine africana, sono stati arrestati in flagranza di reato per traffico di sostanze stupefacenti e successivamente condotti in carcere in attesa di  giudizio.  L’operazione testimonia il continuo impegno quotidiano delle Fiamme Gialle a difesa della legalità ed ha consentito di impedire l’emissione sul mercato dello spaccio di un considerevole quantitativo di droga, la cui vendita avrebbe fruttato notevoli guadagni illeciti.

 

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Vittoria: Piazza Daniele Manin, più tranquilla dopo i controlli

VITTORIA (Di Giulia Di Martino) – In Piazza Daniele Manin, meglio conosciuta come Piazza Senia a Vittoria, dopo gli episodi di luglio che l’hanno vista balzare agli onori della cronaca locale per la violente lite tra due  carabinieri, che stavano svolgendo il loro lavoro, mentre tentavano di bloccare un tunisino intento a spacciare,   e un gruppo di extracomunitari che cercavano di far scappare il connazionale, la piazza adesso è sottopresidio. Il giorno dopo infatti è stato convocato in prefettura un tavolo tecnico sull’ordine e la sicurezza per intensificare i controlli proprio in piazza Manin diventata negli ultimi anni la principale piazza di spaccio. La presenza massiccia di forze dell’ordine, carabinieri, polizia e guardia di finanza che si alternano nel territorio ha sortito i risultati sperati, la zona infatti adesso è più tranquilla così come ci spiegano anche i commercianti e i residenti della zona. I controlli in zona continuano per garantire la sicurezza , la tranquillità dei residenti.

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Ragusa: Rapinavano ed insultano le vittime, altri due arresti

VITTORIA  (Di Giulia Di Martino) – La polizia ne aveva arrestati già 3 nel mese di agosto, adesso, nel prosieguo dell’Operazione “Zona”, altri due, un maggiorenne e un diciottenne, all’epoca dei fatti ancora minore. I 5, vittoriesi e acatesi,  costituivano una banda di rapinatori che colpiva giovani omosessuali dopo averli attirati in un parcheggio della zona industriale di Vittoria. I rapinatori fingevano di voler incontrare partner occasionali ed una volta a bordo dell’auto della vittima appena adescata, la attiravano in luoghi appartati dove, insieme ad altri complici, la massacravano di botte per derubarla di ogni oggetto: denaro, cellulari, tablet e orologi. Contestualmente alle botte, insulti omofobi: “Gente come te mi fa salire il sangue alla testa”, “Pezzo di finocchio”, “Frocio”. Cinque le rapine contestate. La prima, a fine giugno; dopo appena tre giorni un’altra: in questo caso la brutalità della condotta criminosa raggiungeva livelli ancora più gravi. Preso il guinzaglio del cane della vittima trovato in macchina, composto dal manico in cuoio e catena, colpivano la vittima ripetutamente, insultandolo. Gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria hanno fatto scattare immediate indagini che hanno permesso di individuare un gruppo di giovani residenti tra Acate e Vittoria, riconosciuti dalle loro vittime. Le immagini di impianti di videosorveglianza installati nell’area delle rapine, hanno poi confermato i sospetti, facendo scattare i primi tre arresti. Ma le indagini sono continuate, perché gli investigatori sapevano che non tutti i rapinatori erano stati catturati; ed infatti, grazie ad un lavoro di intercettazioni e ancora alla collaborazione delle vittime, sono stati individuati gli altri due componenti della banda. I Sostituti Procuratori titolari delle indagini hanno richiesto immediatamente la misura a carico di Salvatore Di Dio, 20 anni, e del diciottenne all’epoca dei fatti ancora minore. Il Gip ha disposto per loro rispettivamente i domiciliari, e la detenzione in un carcere minorile. La preoccupazione di essere arrestati, era emersa da intercettazioni telefoniche e uno di loro stava valutando l’opportunità di fuggire all’estero. In casa di uno degli arrestati di oggi gli agenti hanno trovato alcuni degli oggetti rapinati. Altra refurtiva era stata trovata nelle abitazioni dei tre componenti la banda arrestati ad agosto. Le vittime avevano subito lesioni guaribili dai 7 ai 30 giorni.

 

 

 

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Modica, picchia la figlia e lega la moglie al lette con le manette

MODICA (Di Giulia Di Martino) –  Brutta storia scoperta e fermata dai carabinieri a Modica. La solita, triste storia di violenze domestiche, vittime una donna e una ragazzina, per mano di un marito e padre violento, finito in manette. E’ in carcere un uomo di Grammichele, arrestato in flagranza per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Fa il bracciante agricolo ed era l’incubo delle due donne. Una storia terribile, cominciata domenica pomeriggio, in un camper, dove padre, madre e figlia, stavano trascorrendo qualche giorno di ferie al mare, parcheggiato in piazzetta Michelangelo, a Marina di Modica. Sono state alcune persone, allibite da quello che stavano vedendo, ad avvertire i carabinieri della furia violenta dell’uomo che, al culmine di una lite, aveva brutalmente malmenato la moglie e la figlia minorenne. Lite nata perché l’uomo aveva negato alla figlia di fare una passeggiata con alcuni ragazzi conosciuti in vacanza a Marina e la moglie aveva tentato di intercedere. Non l’avesse mai fatto. L’uomo, ha preso una canna di legno ed ha iniziato a picchiare moglie e figlia, legando al letto la donna con le manette e tutto davanti agli due figli, anche loro minorenni. I carabinieri hanno provato a fermarlo e, per tutta reazione, l’uomo ha minacciato di ucciderli semmai avessero provato a mettersi nel mezzo. L’uomo è stato comunque bloccato e la donna e la ragazzina portate all’ospedale di Modica dove hanno diagnosticato lesioni guaribili in poche settimane. Le due donne, da mesi, vivevano episodi di violenza, degrado e continue offese, in un contesto molto delicato. La donna, e i quattro ragazzini, sono stati affidati ad una comunità. Mentre il sostituto, Giulia Bisello, ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia in carcere, concesse dal GIP del tribunale di Ragusa

 

 

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Vittoria, uomo violento nel mirino della polizia

VITTORIA ( Di Giulia Di Martino) -“Una significativa collana di violenze fisiche”. Così si è espresso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa, Giovanni Giampiccolo nel valutare gli indizi di colpevolezza su di un uomo di 39 anni, vittoriese. Le vittime, sono la sua convivente e il figlio minorenne della donna, avuto con un altro uomo. L’indagine, è iniziata ad agosto, quando la donna andò in commissariato, terrorizzata e chiedendo di essere aiutata. Soccorsa e rassicurata, la donna raccontò di essere riuscita a scappare dal compagno che voleva ucciderla, dopo aver passato un’intera notte ad essere picchiata. In pronto soccorso, le diagnosticarono traumi e fratture, con una prognosi di 25 giorni. La donna, quel giorno, raccontò agli agenti di una decennale relazione sentimentale che, sino a qualche mese prima, era stata normale. Poi però, nell’ultimo anno, l’uomo aveva cambiato atteggiamento, ubriacandosi e divenendo violento. Fondamentale per la polizia, l’aiuto di un paio di associazioni vittoriesi che operano nei casi di violenza di genere. Solo grazie a loro, la vittima fece un racconto genuino e completo su quell’anno infernale. Un figlio piccolo in comune non era servito a rasserenare l’uomo. La vittima, raccontò quel giorno, di almeno sette episodi di aggressioni, tra schiaffi, calci e pugni, col tempo aumentati di intensità, fino a lasciarle segni indelebili. Una violenza che si era abbattuta anche sul figlio che la donna aveva avuto con un altro uomo, con il ragazzo costretto ad andare via da casa per sfuggire alle ire del patrigno. Ieri, il giudice Giampiccolo, su richiesta del sostituto, Francesco Riccio, ha ritenuto gravi gli indizi di colpevolezza a carico del 39enne vittoriese ed ha deciso per lui l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di avvicinamento alla vittima, per maltrattamenti in famiglia aggravati

 

VITTORIA: Uomo violento nel mirino della polizia

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Un’altra casa a luci rosse scoperta in pieno centro storico

RAGUSA – Chiusa a Ragusa, un’altra casa a luci rosse. Ed anche questa volta, gli agenti sono intervenuti su segnalazione degli abitanti della zona. Dentro, c’hanno trovato una ragazza rumena con un ‘cliente’ italiano che ha precedenti penali e che aveva appena ‘consumato’. E’ la quarta ‘casa a luci rosse’ che la Mobile scopre e chiude in questo 2017 a Ragusa, in pieno centro storico. Questa, era in via Fratello Belleo. A mettere in allarme i residenti, il solito ‘via vai’ di gente. I residenti, hanno subito informato la Squadra Mobile i cui agenti, dopo qualche giorno di osservazione, hanno trovato i riscontri alla notizia. Giovani e meno giovani, andavano in quell’abitazione per soddisfarsi sessualmente, dopo aver preso contatti con l’interessata, attraverso siti internet specializzati. Chi si prostituisce, non inserisce la via in questi annunci, proprio per eludere i controlli della polizia. Il cliente la contatta, si fa dire la strada ma sbaglia spesso portone, bussando a chi in questi posti ci vive da sempre e vorrebbe essere lasciato in pace. Anche in questo caso, gli agenti hanno trovato conferme su di un giro d’affari rilevante. A seconda delle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro; dipende dai ‘gusti’ e dalle richieste. Al momento del controllo, i poliziotti hanno trovato in casa un ragazzo italiano che, peraltro, ha anche vari precedenti anche per sfruttamento della prostituzione. La proprietaria dell’immobile, una signora ragusana, aveva stipulato un contratto regolare con la ragazza rumena e sono in corso accertamenti fiscali per appurare la regolarità dei documenti esibiti ed il pagamento delle imposte di registro

 

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Evade dai domiciliari per andare a pranzo dalla suocera

MODICA – (Di Giulia Di Martino) La buona cucina della suocera, è costata la libertà ad un uomo di 36 anni di Vittoria, che vive a Modica, che era agli arresti domiciliare, e che, per andare a mangiare a casa dei genitori della moglie, è stato arrestato per evasione. E’ successo domenica. La polizia, lo ha colto in flagranza. Da maggio, era agli arresti domiciliari su esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Siracusa, per scontare un anno di reclusione, oltre ad una multa di mille euro, per fatti commessi nel 2007. Domenica scorsa, nonostante questi obblighi, l’uomo non ha resistito al succulento richiamo dei piatti della suocera ed ha risposto sì all’invito a pranzo andando in casa dei genitori della moglie, assieme alla donna e ai figli, incurante dei controlli della polizia, in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora. Ed infatti, proprio in occasione di un controllo eseguito dagli agenti del commissariato di Modica, è risultato fuori casa. I poliziotti, hanno deciso di appostarsi vicino casa sua, lo hanno aspettato e, dopo circa un’oretta, l’uomo ha fatto rientro a casa a bordo della sua macchina insieme a moglie e figli, rendendosi subito conto di essere stato scoperto. Senza problemi, ha ammesso le sue responsabilità, giustificandosi con il piacere di avere regalato a moglie e figli di trascorrere una domenica a pranzo dai parenti.

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Carabinieri Licata

Traffico di cocaina tra Argentina e Italia, arresti

Un vasto traffico internazionale di cocaina tra l’Italia e l&rsquoArgentina con il quale veniva rifornita la movida siciliana è stato scoperto dai carabinieri che stanno eseguendo numerosi arresti tra Palermo, Roma e Udine. L’operazione, condotta dai militari del Comando Provinciale di Palermo, riguarda capi e gregari di un mandamento mafioso accusati di traffico internazionale di sostanza stupefacente. La cocaina proveniente dal Sud America serviva principalmente a rifornire i locali notturni delle province di Palermo e Trapani. L’operazione, denominata in codice Presidium, ha portato all’arresto di 12 trafficanti, alcuni dei quali appartenenti al mandamento mafioso di Bagheria, e al sequestro di cinque chilogrammi di cocaina. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Nicolò Testa, al vertice della famiglia mafiosa di Bagheria, e il suo stretto collaboratore Carmelo D’Amico, avrebbero stretto un accordo con Salvatore Drago Ferrante, procacciatore all’ingrosso di cocaina, per importare grossi quantitativa di stupefacenti dall’Argentina. La droga, trasportata da Buenos Aires in Italia nelle valigie di insospettabili corrieri, veniva poi venduta sul mercato di Palermo e Trapani attraverso una rete di spacciatori. L’operazione antidroga condotta dai carabinieri tra Palermo, Bagheria, Roma e Tolmezzo ha consentito il sequestro di cinque chili di cocaina. Grazie alle intercettazioni è stato poi individuato un gruppo di giovani palermitani, con a capo Pasquale Testa (figlio di Nicola), e Salvatore Rotolo, che avevano il compito di trovare cocaina da piazzare sul mercato attraverso una serie di pusher che agivano in locali notturni. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’acquisto di droga in Argentina: 4,6 chili di cocaina sono stati sequestrati all’aeroporto di Buenos Aires. L’operazione ha consentito di smantellare un gruppo che spacciava cocaina, ma anche mdma o md, ecstasy, marijuana e hashish in provincia di Palermo.

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