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Entra nel vivo la festa di San Giorgio a Modica

MODICA (Di Elisa Montagno) – I festeggiamenti in onore di San Giorgio, compatrono della città di Modica insieme a San Pietro, hanno preso ufficialmente il via domenica 2 Aprile quando, successivamente alla celebrazione della Santa messa, il simulacro del Santo è stato traslato dalla propria cappella all’altare maggiore, con i caratteristici giri all’interno delle navate della Chiesa Madre. Domenica 23 aprile il simulacro del Santo verrà tradizionalmente portato a spalla per le vie della città, in un clima festoso sempre crescente. La festa si apre con l’uscita del simulacro salutato da raffiche di volantini e abbondanti fuochi d’artificio. Elemento particolare è l’andatura del Santo, la statua viene fatta procedere a passo veloce con alcuni sprazzi in cui viene fatto correre, simulando il galoppo del cavallo. La figura di San Giorgio nel territorio della contea di Modica e in particolare a Modica stessa affonda le sue radici nel 1090,quando il conte Ruggero fu ispirato in sogno dal megalomartire alla vittoria nella battaglia di Cerami contro i musulmani. L’evento suscitò una forte attrazione per il Santo, tanto da stimolare un vero sentimento devozionale. San Giorgio, quindi, fu scelto Patrono della Città e titolare della omonima matrice e ne fu l’indiscusso fino al XVII secolo, quando i canonici della collegiata di San Pietro avanzarono delle pretese riguardo la matricità e il patronato a causa dell’espansione della nuova parte bassa dopo il terremoto.
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La storia di Maria Occhipinti

‘Io donna di Ragusa’: la storia di Maria Occhipinti al Garibaldi di Modica

MODICA (Di Elisa Montagno) – “Io donna di Ragusa” di Maricla Boggio per la regia di Jacopo Bezzi in scena presso il Teatro Garibaldi sabato 8 aprile dalle ore 21.00, è una storia che ci riguarda molto da vicino. I protagonisti sono Nicoletta La Terra e Massimo Roberto Beato ed interpretano un testo che rispecchia un pezzo di storia del nostro territorio, perché legato alla vicenda del “nun si parti” che vide protagonista nel maggio del 1945 Maria Occhipinti, donna di grande personalità e vigore, che ebbe il coraggio, incinta di cinque mesi, di stendersi sotto le ruote di un camion militare per opporsi alla chiamata alle armi dei giovani siciliani.
Il racconto teatrale avviene da un carcere, dove Maria Occhipinti fu costretta a stare. Luogo da cui conobbe il confino, dove passa in rassegna un’immaginaria sequela di fotogrammi dove passano figure di uomini che l’hanno tradita e ostacolata in una terra, Ragusa, dove si è sentita come straniera in patria.

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‘A Lumera’ torna a divertire il grande pubblico

(di Elisa Montagno)  La compagnia teatrale “A Lumera” di S. Croce Camerina è pronta a regalare nuove risate ai suoi spettatori oramai affezionati. Come ogni anno, infatti, si avvicina agosto, mese prediletto da questi bravissimi attori dialettali che presentano la loro nuova fatica al grande pubblico. Il prossimo venerdì 5 agosto dalle 21.00, dunque, presso il cine-teatro “Giardino d’estate” a Casuzze verrà messa in scena la prima de “U parrucu m’pazziu”, un adattamento di Marianna Rizzo e Lorella Mauro della commedia brillante in due atti di G. Di Maio.
Ci verrà raccontata la storia di un paesino contadino diviso tra religione, credenze popolari e superstizioni, ma più precisamente siamo a casa di don Sandro (Vincenzo Vacante), parroco del paese, della sua indomabile nipote e perpetua donna Rosa (Cinzia Giummarra) e dell’esilarante sacrestano Modestino (Paolo Vacante). Il parroco, con ogni mezzo, combatte scaramucce, litigi e difficoltà dei fedeli, provando a consolidare la loro fede operando spesso con ingenui sotterfugi e finti miracoli. Ma a complicare e mischiare le carte è una vicenda ricca di personaggi, intrecciati dal tentativo del sacerdote di tenere il paese unito e vivo nella vera “fede”. Saliranno alla ribalta scenica: il sindaco (Peppe Lillo), un avvocato mangione (Salvuccio Barone), una baronessa (Ilenia Cilia) con famiglia al seguito, una maestrina ragazza madre (Francesca Ruggeri), contadini e altri personaggi paesani che, tra contrasti e mezze verità, porteranno quasi alla pazzia don Sandro facendo smuovere tuttavia le coscienze di tutti, facendo emergere i “peccati” commessi dai protagonisti del paese. La situazione richiederà addirittura la presenza del Vescovo (Silvio Rizzo), che, nel tentativo di indagare sul “miracolo” e risolvere questa complicata vicenda, arricchirà un finale che farà sorridere, riflettere, ma anche sperare … in un momento difficile come quello che il nostro “grande paese” attraversa.

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