Condannati per associazione mafiosa, beneficiavano del reddito di cittadinanza

Operazione della Guadia di Finanza

ENNA – (Giulia Di Martino) – Scoprire chi prende, indebitamente, il reddito di cittadinanza. C’ha lavorato la guardia di finanza nell’ennese, mettendo nel mirino, a tutela della spesa pubblica, contro le indebite percezioni dei pubblici sussidi. Una articolata e complessa analisi per individuare condotte penalmente rilevanti. In particolare, vagliate le posizioni di gente condannata, con sentenze passate in giudicato, per mafia per e verificarne la legittimità delle istanze inoltrate. Si è appurato che parte dei percettori o dei componenti del nucleo familiare -riconosciuti quali affiliati alle consorterie criminali- risultavano aver richiesto ed ottenuto il sussidio, senza i requisiti previsti dal provvedimento normativo; altri, invece, hanno scientemente omesso di fornire informazioni utili per una corretta determinazione dell’ammontare del beneficio. Al termine degli accertamenti, è arrivata la denuncia di 5 appartenenti alla criminalità organizzata, originari della provincia. Sono stati denunciati alla procura, diretta da Massimo PALMERI e, contestualmente, segnalati all’Inps per il procedimento di revoca degli indebiti benefici ottenuti e il conseguente recupero delle somme già erogate, complessivamente 70 mila euro. L’inchiesta, denominata ‘Brick’, testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione della Guardia di Finanza, a favore dei cittadini onesti perché queste misure di contrasto alla povertà, siano effettivamente destinate alle fasce più deboli e bisognose e non appannaggio di individui al di fuori della cornice della legalità. Già nei giorni scorsi, infatti, con l’operazione “Inside”, il Comando Provinciale di Enna aveva analizzato la posizione di numerosi “imprenditori agricoli” che, senza i requisiti di legge, beneficiavano del sussidio, denunciando  36 persone e avviando il recupero di 200 mila euro

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Piazza Armerina, più libri nella biblioteca del carcere

L’iniziativa, in concomitanza con la settimana nazionale dedicata alla promozione della lettura “Io leggo perché”

PIAZZA ARMERINA – E’ un’iniziativa lodevole quella portata avanti da alcuni privati a Piazza Armerina con lo scopo di dare maggiore possibilità di lettura ai carcerati. Iniziativa che fa riaprire la struttura all’interno della casa circondariale arricchendola col altri volumi di narrativa, testi didattici e testi in lingua straniera.

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Rubano merende macchinette selfservice, 13 minori arrestati

I colpi in un’area nel centro di Nicosia

NICOSIA – Arresti domiciliari per 13 minorenni accusati di furto aggravato in concorso e danneggiamento. I carabinieri della compagnia di Nicosia hanno sgominato la banda per la quale il gip del Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, su richiesta della Procura dei minori nissena, ha comminato 13 misure cautelari di permanenza in casa.

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La Gdf sequestra beni per 4,65 mln euro nell’Ennese

Beni mobili e immobili per un valore di oltre 4 milioni 650 mila euro, riconducibili all’amministratore di una società della provincia ennese che si occupa della commercializzazione all’ingrosso di prodotti petroliferi, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza dopo una verifica fiscale. La società fruiva illecitamente della detrazione dell’Iva attraverso l’acquisto di carburante da soggetti compiacenti, con risparmio di imposta e una rapida affermazione nel settore dei carburanti grazie a prezzi concorrenziali praticati e condizioni di pagamento largamente dilazionati concessi ai clienti. La verifica fiscale si è conclusa nel novembre dello scorso anno. Le Fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, finalizzato alla successiva confisca dei beni, emesso dal Gip del Tribunale di Enna su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha interessato 45 immobili nella provincia, un’autovettura, somme di denaro, titoli e valori mobiliari nella disponibilità dell’uomo. I controlli hanno accertato che la frode dell’imposta avveniva attraverso l’utilizzo di fatture emesse da ‘cartiere’, vale a dire soggetti fittizi che formalmente compravano i prodotti da grossi depositi di prodotti petroliferi motivandone l’acquisto come destinati all’esportazione (e quindi in esenzione di imposta) o, in alcuni casi, da vari ‘buffer’, cioè soggetti formalmente interposti tra la società e le stesse ‘cartiere’, costituiti apposta ed attivi per poco tempo proprio per non far emergere immediate situazioni di allarme fiscale che avrebbero potuto attirare i controlli. Oltre alla segnalazione all’Agenzia dell’Entrate per l’avvio delle procedure di accertamento e riscossione delle imposte evase, per l’uomo è scattata la società, la denuncia alla Procura della Repubblica di Enna per dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

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