MADONNA

Suggestione e fede per la Madonna della neve di Giarratana

La “Sciuta” della Madonna della neve, Patrona di…
GIARRATANA (Di Elisa Montagno) – La “Sciuta” della Madonna della neve, Patrona di Giarratana, si è consumata anche quest’anno nella tradizionale data del 5 agosto, oggi cioè, poco dopo mezzogiorno, tra il fragore dei fuochi d’artificio e lo sparo dei cosiddetti “’nzaireddi”, più colorati e suggestivi che mai. Un mix che ha reso la cerimonia magnifica. E non a caso erano presenti, oltre ai fedeli e ai devoti, anche numerosi turisti. I portatori, come se fosse una sola a mano a guidare questa moltitudine di persone, hanno fatto uscire il simulacro della Patrona dalla basilica di Sant’Antonio Abate, dopo l’incedere assordante dei tamburi di Giarratana. Un caleidoscopio di colori ha animato il prospetto dell’edificio di culto. Questa fase della festa è stata preparata con la massima attenzione. Accolti dal tripudio dei numerosi presenti, i portatori hanno atteso che si completasse il rito della “Sciuta” prima di avviare la processione per le vie del centro storico. Cominciando quasi di corsa nel breve tratto in salita che conduce nell’antico centro storico di Giarratana. Per poi portare il simulacro nella chiesa del Patrono, San Bartolomeo. Tutti momenti molto apprezzati dai fedeli. A guidare la processione il parroco, don Mariusz Starczewski, alla presenza del vicario, Giovanni Piccione. Quello di oggi è un rito che si ripete anno dopo anno con la stessa intensità per perpetuare una tradizione che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. Una devozione totale quella fatta registrare dai giarratanesi che hanno assistito, prima della “Sciuta”, alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale della diocesi, don Roberto Asta. A fine celebrazione è stata consegnata ai devoti portatori una medaglia mariana.
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Cicero

Il pittore di Modica Cicero esporrà le sue opere a Venezia

MODICA (Di Elisa Montagno) – Il modicano Guido Cicero esporrà alla 57^ Biennale di Venezia, che aprirà il prossimo 13 agosto e andrà avanti fino al 10 settembre, organizzata dallo storico e critico d’arte, Giorgio Grasso, secondo cui “Guido Cicero è l’artista che tramuta il colore in emozione. La sua tavolozza si compone di sentimenti nei quali intinge il pennello ancora e ancora tenendo lo sguardo ritto verso la tela bianca. La sua attenzione si rivolge a tutto a ciò che lo circonda: persone, paesaggi, profumi…tutto viene catturato e rappresentato sulla superficie piana del supporto annullandone questo limite per aprire un varco che permette all’osservatore di oltrepassare la semplice osservazione per andare oltre verso la percezione dell’opera. Guido Cicero ci permette, quindi, di esperire le proprie opere riservandoci un privilegio che solo pochi artisti riescono a definire, grazie anche alla dinamicità della tecnica usata che vede il pittore compiere gesti energici quali: spatolate, sgocciolature e veloci spruzzi di colore. Tutto nei suoi lavori ci parla della personalità dell’artista stesso, della sua forza esistenziale e delle sue debolezze tanto che quasi proviamo
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