Perché dalle telecamere non si vede Loris? Funzionavano le due della scuola? Indagini difficili

Sono le riprese l’elemento fondante in questa fase delle indagini per scoprire chi ha assassinato Loris Stival

SANTA CROCE CAMERINA (di Sergio Randazzo) – Perché dalle oltre 10 le telecamere di impianti di videosorveglianza, pubblici e privati, che sono presenti nel tratto di strada che potrebbe percorrere un’auto per andare da casa Stival alla scuola di Loris, non si hanno riprese del bambino? E’ il dubbio che arrovella la mente degli inquirenti in questa fase delicatissima dell’inchiesta sull’assassinio del piccolo Loris Stival. Le due telecamere che inquadrano l’ingresso della scuola però, non sarebbero pienamente funzionanti, andate fuori uso circa un mese fa a causa di un temporale violento che colpì Santa Croce Camerina. Ma è un’indiscrezione tutta da verificare. Mentre perde consistenza la traccia degli ‘slip’ (disconosciuti dalla madre e forse messi davanti la scuola da un mitomane), è chiaro che il quadro di indagini punta adesso sulle riprese. Quasi tutte le vie del paese, hanno dei sistemi di sorveglianza le cui riprese sono adesso uno dei filoni più importanti delle indagini di Polizia e Carabinieri sulla morte del bambino di 8 anni avvenuta sabato. Gli investigatori, su disposizione della Procura di Ragusa, hanno sequestrato tutte le registrazioni che adesso sono al vaglio di esperti. E stamattina, una vigilessa che era in servizio davanti la scuola elementare del paese il giorno in cui è scomparso Loris Stival, è stata nuovamente sentita dagli inquirenti e dagli investigatori. La vigilessa avrebbe infatti visto quella mattina la Polo nera con a bordo la madre di Loris, ma non si ricorderebbe del bambino. Un elemento, questo, sottolineano gli investigatori, che non sta a significare con certezza che il piccolo non era nell’automobile. Già dalla notte scorsa, il lavoro coordinato dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota, ha puntato l’attenzione sulle immagini delle telecamere che avrebbero ripreso la mamma di Loris nelle strade di Santa Croce la mattina del 29 novembre scorso. La ricostruzione è ritenuta ‘fondamentale’. Si vede la macchina della mamma di Loris (ieri sera in Questura per più di due ore); non si vede il bambino. Ufficiali e marescialli del Ros che fanno parte di un gruppo specializzato in indagini su crimini violenti, sono arrivati ieri sera a Ragusa per dare un contributo alla task force composta da Carabinieri del Nucleo investigativo e personale dello Sco e della Squadra mobile. Sono gli stessi carabinieri che in passato si sono occupati di crimini come il caso di Yara Gambirasio, l’attentato alla scuola di Brindisi, l’omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa di Pisa. Stamani, Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo di Loris, era in piazza a Santa Croce di Camerina; ha ricevuto pacche sulle spalle e abbracci da diversi conoscenti. L’uomo è indagato, come atto dovuto, per sequestro di persona e rapimento. Fidone ha preso il caffè in un bar, ha salutato diversi amici ma non ha voluto parlare con la stampa e ha invitato cineoperatori e fotografi ad allontanarsi. Il ‘cacciatore’ è entrato poi nella chiesa di San Giovanni Battista prima di tornare a casa. Ha parlato, invece, il proprietario del Mulino Vecchio, Peppino Caggia, struttura che dista 20 metri dal luogo del ritrovamento di Loris Stival. Ha detto a VR News che nella mattinata del delitto, non ha visto nessuno in zona. Il carabiniere in pensione, ha ribadito che “non è passata nessuna auto, né ho veduto delle persone“. Alla domanda dei giornalisti, anche in qualità di militare dell’Arma, su che cosa possa essere allora successo, Caggia da la sua ricostruzione: “Visto che secondo l’autopsia sarebbe stato ucciso tra le 10 e le 10.30 e a quell’ora qui non c’era alcuno, secondo me è stato assassinato in un altro posto e dopo portato qui“. In prefettura a Ragusa, c’è stata una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (nella foto) per fare il punto a cinque giorni dall’uccisione del piccolo Loris. All’incontro, c’erano i vertici provinciali di polizia e carabinieri, con il prefetto Annunziato Vardè ed il sindaco di Santa Croce Camerina, Franca Iurato. Secondo quanto si apprende, inoltre, un punto sulle indagini sarà fatto in serata dal procuratore Carmelo Petralia. Prove di normalità oggi nella scuola di Santa Croce Camerina, frequentata da Loris. Il ritrovamento, ieri, degli slip, davanti la scuola che frequentava il bambino, sembra non avere influito, su genitori e alunni. La tesi del ‘mitomane’ era stata subito sposata e sostenuta dal Paese. Stamattina ,all’ingresso della Falcone-Borsellino sembra una giornata come le altre: madri o padri che tengono per mano i figli, che tranquillamente entrano a scuola. Una giornata come tante, in apparenza, se non fosse per il lenzuolo con la scritta che chiede ‘Giustizia per Loris’ e polizia e carabinieri che presidiano la zona. “Loris era un ragazzino ben integrato nella classe e i compagni gli volevano bene. Un po’ pigro e introverso ma impegnato nell’attività scolastica“. Lo ha detto Franco Di Martino, psicologo dell’Asp 7 di Ragusa, che insieme ad altri suoi colleghi aiuta gli alunni e le insegnanti della classe di Loris. “Da lunedì siamo impegnati in attività di sostegno – aggiunge Di Martino – decisa dal direttore generale dell’Asp, di concerto col capo della Squadra mobile, per gli alunni della classe di Loris, il corpo docente nonché alla famiglia. In questi primi giorni, siamo stati molto vicini ai ragazzi, cercando di tirare fuori tutte le emozioni per questo fatto agghiacciante e drammatico

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