Audizioni in Prefettura per la Commissione nazionale antimafia

E’ stata la provincia iblea, la seconda tappa della ‘tre giorni’ siciliana dell’organismo parlamentare. Discussione sul mercato di Vittoria e non solo

RAGUSA (di Sergio Randazzo) – Ieri seconda tappa ‘siciliana’ della Commissione parlamentare antimafia. Dopo Caltanissetta mercoledì e la breve visita a Vittoria ieri mattina, la Commissione si è riunita a Ragusa, in Prefettura, con il rappresentante territoriale del Governo e con i vertici delle forze dell’ordine. Le audizioni, hanno impegnato Rosy Bindi e il resto della commissione; soprattutto con il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, l’Antimafia nazionale ha affrontato le questioni legate al mercato ortofrutticolo e le presunte infiltrazioni criminali. Il resto invece, è stato top secret, compresa l’ora di colloquio avuta col giornalista Paolo Borrometi che racconta di essere oggetto di intimidazioni. Poi l’incontro con la stampa durante il quale, Rosy Bindi ha risposto su temi che hanno scosso recentemente la Sicilia. Ed ha parlato anche di personaggi che si trincerano dietro la finta maschera dell’antimafia. Defilata la risposta alla domanda sul caso Helg, il presidente della Camera di commercio di Palermo, arrestato per aver incassato una mazzetta da un pasticcere palermitano mentre una posizione netta, invece, è stata presa in merito al problema della corruzione. È importante, secondo il presidente della commissione parlamentare antimafia, che l’Italia prenda esempio dall’Europa. Oggi la commissione è a Siracusa

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(ANSA) – RAGUSA, 5 MAR – “La corruzione è l’arma che la mafia utilizza in maniera principale, quindi auspico che tutte le norme anticorruzione siano le più rigorose possibili”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi in visita a Ragusa.

(ANSA) – RAGUSA, 5 MAR – “In relazione alla tematica dell’agenzia dei beni confiscati credo che il Governo abbia fatto un errore a prevedere l’inserimento nel consiglio di amministrazione di rappresentanti di forze imprenditoriali come Confindustria o altre associazioni datoriali”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia in visita a Ragusa, a proposito del coinvolgimento del presidente della Confindustria siciliana Montante su una inchiesta di mafia. “Il problema non riguarda esclusivamente Montante – ha aggiunto – Rosy Bindi – ma il conflitto di interessi che si può creare con organizzazioni che possono gestire i beni confiscati. La sua autosospensione dall’agenzia è stato un gesto apprezzabile, ma se fa anche l’altro è auspicabile”.

(ANSA) – RAGUSA, 5 MAR – “Proporrò all’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare antimafia di avviare iniziative su tutte le associazioni che si dichiarano fortemente impegnate nell’Antimafia. Sarà anche un modo per dare loro una mano per rafforzare la loro presenza di modo che la loro azione sia forte e trasparente”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia in visita a Ragusa, “E’ giusto che i simboli antimafia siano riconoscibili – ha aggiunto Rosy Bindi – e inattaccabili perché se hanno qualche ombra si fa un regalo agli avversari”. (ANSA).

 

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