Concessi i domiciliari a Roberto Helg

Il Gip non ha avuto dubbi sugli indizi di colpevolezza

PALERMO – (di Chiara Scucces)  A Roberto Helg sono stati concessi gli arresti domiciliari; il gip di Palermo, dopo aver sentito l’ex numero due della Gesap arrestato mentre intascava una bustarella, non ha avuto dubbi sugli indizi di colpevolezza, che ci sono tutti, ma le esigenze cautelari eccezionali, le uniche che consentono di tenere in carcere un ultrasettantenne no. Il gip ha confermato l’arresto in flagranza per estorsione, ma l’ ex vicepresidente della Gesap è incensurato e ha inoltre ammesso le sue colpe. Dimettendosi poi da tutte le cariche, dopo la revoca della vicepresidenza Gesap e della presidenza di Confcommercio sarebbe venuto meno anche il rischio di reiterazione del reato. Inesistenti sarebbero il pericolo di fuga, visti i domiciliari, e l’inquinamento delle prove. Nella misura ampio spazio è dato all’interrogatorio del commerciante taglieggiato, Santi Palazzolo, al quale Helg aveva chiesto i soldi per avere il rinnovo del contratto di affitto dell’immobile che ospita la sua pasticceria nello scalo palermitano. Helg ieri ha dichiarato di aver agito da solo, ma gli inquirenti sono alla ricerca di complici per capire se ci sia un giro di mazzette ben più ampio attorno alla gestione degli spazi commerciali dell’aeroporto Falcone Borsellino; gestione che già nel 2009 era finita al centro di una denuncia. Alfredo Nocera nel 2008 aveva un esercizio commerciale nello scalo. Si chiamava “Buona Sicilia”. Nel passaggio della gestione dell’area commerciale alla società Linea Sole, avrebbe dovuto mantenere un rapporto di concessione diretta con la Gesap, in quanto la sua attività valorizza le tradizioni siciliane. Nocera aveva avuto personalmente rassicurazioni dal direttore generale della Gesap Carmelo Scelta e dal presidente della Camera di Commercio Roberto Helg che il suo locale sarebbe stato “riprotetto”, ma poi un un geometra della Gesap  gli chiese le chiavi del locale, perché la concessione non era stata rinnovata. “Da quella denuncia presentata nel 2009 non è successo nulla – dice Alfredo Nocera – Io sono rimasto fuori”. “Mi è chiaro a cosa debbo la mia rovina economica. – dice il commerciante – Ho dovuto vendere un magazzino per ripianare i debiti e non ho più nulla. La mia vita è stata distrutta dal sistema che emerge dall’inchiesta che ha portato in carcere il vicepresidente di Gesap. Ovviamente sono a disposizione dei magistrati della procura di Palermo o dei carabinieri se adesso mi vorranno sentire”

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