Trentadue anni fa l’omicidio Pio La Torre

I vari ricordi….

PALERMO – “Oggi, come ogni anno, ricordiamo la tragica uccisione di Pio La Torre per mano mafiosa. La storia della Sicilia ha conosciuto la politica collusa e ha pianto politici, di ogni colore, uccisi dalla mafia perché incorruttibili”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione antimafia dell’Ars, Nello Musumeci. “La storia personale di Pio La Torre, avversario leale della parte politica in cui ho sempre militato – ha aggiunto Musumeci – è quella di un leader politico che comprese come agli interessi mafiosi fosse connaturata l’esigenza delle consorterie di fare cassa. Ed è quella consapevolezza che portò alla legge Rognoni-La Torre. Quella intuizione si é fatta strada ed ha portato, oggi, alle misure pesantissime cui sono soggetti i patrimoni mafiosi”. Secondo Musumeci, “oggi, anche in omaggio a personalità come La Torre, la politica ha il dovere di fare un ulteriore salto di qualità: liberare gli Enti locali e ripulire le procedure elettorali dai condizionamenti, pesanti, che ancora esistono. C’é un solo modo, sincero e non retorico, per onorare i martiri della mafia – ha concluso il presidente dell’Antimafia regionale – proseguire l’opera da loro intrapresa”.

“A settanta anni dalla guerra di Liberazione e a 33 dalla morte di Pio La Torre non resta che chiederci se non sia stato sbrigativo il modo in cui nella cosiddetta seconda Repubblica sia stata liquidata l’importanza dei partiti quali strumenti attraverso i quali i cittadini si associano per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando in un messaggio trasmesso al centro Pio La Torre in occasione dell’anniversario dell’omicidio dell’ex segretario del Pci e del suo autista a Palermo. “Ricordare Pio La Torre in maniera non retorica significa – aggiunge il ministro – allora trasmetterne l’esempio e farsi al tempo stesso testimoni di questa necessità fondamentale per la vitalità della democrazia quale spazio pubblico in cui i bisogni, i sogni e le aspirazioni dei più deboli possano trovare non solo ascolto, ma anche voce”.

“Ricordando l’impegno di Pio La Torre contro la mafia e la grande figura, punto di riferimento per il nostro Paese, esprimo l’apprezzamento per il progetto educativo antimafia con cui il Centro Studi ‘Pio La Torre’, da molti anni, ne onora la memoria”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Centro Pio La Torre, in occasione del 33esimo anniversario dell’uccisione, a Palermo, di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Riferendosi all’indagine del centro La Torre sula percezione del fenomeno mafioso tra i giovani – “i risultati continua il presidente Mattarella nel messaggio – costituiscono preziosi spunti di riflessione tanto per la classe politica che ha il dovere di interpretare la domanda proveniente dai cittadini più giovani quanto per la scuola che con loro quotidianamente si confronta”. “L’indagine – aggiunge – mette purtroppo in evidenza segnali di sfiducia provenienti dalle nuove generazioni nei confronti del mondo della politica”. “Nel contempo le risposte fornite dagli studenti – prosegue il Capo dello Stato – evidenziano una coscienza civica consapevole, capace di cogliere il pericoloso effetto che la corruzione può determinare nella propagazione del fenomeno mafioso. Sarebbe quindi un grave errore da parte delle istituzioni ricondurre il sentimento di sfiducia a un più generale atteggiamento di apatia e qualunquismo da parte dei nostri ragazzi che sono invece, come la ricerca conferma, attivamente impegnati nel mondo dell’associazionismo sociale e del volontariato”. Per Mattarella “la politica ha dunque davanti a sé una sfida, quella di saper conquistare la fiducia dei giovani, la stessa fiducia che i ragazzi intervistati dichiarano nei confronti dei loro insegnanti”. “Rimane alla scuola – conclude Mattarella – la responsabilità di continuare a svolgere il ruolo fondamentale che ha sempre ricoperto nella crescita del senso civico delle giovani generazioni e quindi nella costruzione del futuro del nostro Paese”.

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