A Ragusa scoppia la polemica sulle mense scolastiche… a 5 stelle

Troppo caro il costo stabilito dall’amministrazione comunale e le opposizioni insorgono. Anche i genitori lamentano aumenti esosi

RAGUSA (di Mariacarmela Torchi) – Finisce la scuola ma la mensa scolastica di Ragusa resta nell’occhio del ciclone. Perché se da una parte, con la gara d’appalto e quindi l’assegnazione dell’incarico ad una nuova ditta, sembra essersi risolto il problema legato alla qualità del servizio per il quale i genitori avevano più volte protestato -chiedendo anche l’intervento di una figura di controllo dopo che si erano verificati alcuni episodi poco piacevoli- dall’altro se ne è presentato immediatamente un altro. Infatti, la giunta comunale ha rivisto i parametri del modello Isee delle famiglie in relazione alla refezione scolastica, aumentando a dismisura l’importo richiesto per l’acquisto dei 20 tagliandi per blocchetto. Ad esempio, per una famiglia con un reddito Isee inferiore a 5.000 €, il blocchetto verrà a costare non più 7€ ma 20€; quindi il triplo rispetto allo scorso anno, arrivando a costare 80€ per coloro che hanno il reddito più alto, come si legge nelle tabelle indicate nella delibera di giunta comunale. A denunciare la cosa, è stato Pierfrancesco Cilia, genitore di una bambina che frequenta la scuola ‘Mariele Ventre’ e di cui è componente del consiglio del circolo. Cilia ha scritto al sindaco Federico Piccitto, invitandolo a “rivedere i parametri di compartecipazione delle spese vista l’attuale situazione economica in cui versano tante famiglie ragusane” e a farsi carico delle fasce più deboli. La scelta di aumentare i costi delle mense, viene criticata duramente anche dai consiglieri del Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola, che si erano occupati della questione e che in una nota definiscono le scelte della giunta di Ragusa “ancora una volta sbagliate”. “Quando abbiamo proposto la raccolta firme – dichiarano i consiglieri del Pd – avevamo chiesto di aumentare la quota pro capite per ogni bambino così da migliorare il servizio stesso. Di certo non avevamo chiesto di mettere, ancora una volta, le mani nelle tasche delle famiglie aumentandone le spese. Quello che proponevamo, ovviamente, era a carico dell’amministrazione. E non con queste percentuali così inique e ingiuste”. Dello stesso parere, sono anche Sonia Migliore ed Emanuela Nicita di Laboratorio 2.0 che parlano di “costi sproporzionati” e invitano l’amministrazione ad utilizzare le quote risparmiate nella gara visto che la ditta se l’è aggiudicata con il 20% di ribasso. “Sempre che – dichiarano le due – questi soldi non dovessero tornare utili più in là se si scoprisse che la ditta potrebbe non essere in grado di assicurare certi standard qualitativi. Dubbio più che legittimo se si considera che il 20% di ribasso equivale a circa 220mila euro in meno sulla base d’asta”. Insomma, a quanto pare il sindaco Piccitto e la sua amministrazione continuano ad andare dritti per la loro strada senza preoccuparsi se nel tragitto qualcuno resta in panne. Speriamo almeno che, visto il prezzo nella mensa (a 5 stelle), a preparare il cibo ci sia uno chef pluristellato!

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