Morcone: “Il Cara di Mineo sarà ridotto”

“Se riuscissimo a farli scendere a 2mila, sarebbe meglio”

MINEO – Chiudere il Cara di Mineo “per ora non è possibile. Ma posso anticiparle che su Mineo stiamo valutando alcuni interventi”. Lo dice in un’intervista ad Avvenire il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Immigrazione del Ministero dell’Interno, annunciando intanto un “alleggerimento dei numeri”. “Al momento si trovano nel Cara circa 3mila migranti – spiega – Se riuscissimo a farli scendere a 2mila, sarebbe meglio. Finora non ci siamo riusciti: la necessità di reperire posti per l’accoglienza ci ha costretti a non poter intervenire su Mineo. Ma, a breve, proveremo a farlo”. “Stiamo anche pensando a una sorta di avvicendamento delle persone lì ospitate: non possono restare in quel Cara per un tempo così lungo”. Verranno mandate “in altre strutture. Se stanno attendendo la decisione di un magistrato, perché magari hanno fatto ricorso sul respingimento della propria richiesta d’asilo, debbono restare in accoglienza, non possono essere rimpatriati”. A livello nazionale “ci stiamo preparando ad assorbire la ‘botta’ di settembre – aggiunge -. La circolare ai prefetti su 20mila alloggi non è ancora partita, ma dobbiamo essere pronti. Io sto ricominciando il giro delle Regioni, per verificare la situazione. In quelle dove c’è più fermento politico, come Veneto o Lombardia, qualche sindaco potrebbe essere ‘condizionato’ dai rapporti col livello politico regionale. Ma noi non ci stanchiamo di ripetere le nostre ragioni, spiegando ai primi cittadini che debbono sentirsi ed essere protagonisti di questa stagione di accoglienza”.

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