“Veronica non può essere madre”. In attesa dell’udienza sulla potestà genitoriale, una perizia lascia poco spazio a ‘sorprese’

Venerdì, al Tribunale per i minori, l’udienza per l’affidamento del fratello più piccolo di Loris, attualmente in esclusiva al padre e alla nonna paterna

CATANIA (di Leuccio Emmolo) – Iniziati gli ‘accessi’ dei periti nel carcere di Catania dove è stata trasferita Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni, lo scorso 29 novembre a Santa Croce Camerina. Ieri, la prima ‘tappa’ dove Veronica racconta la sua infanzia e i suoi rapporti familiari. Gli incontri con gli incaricati per la perizia psichiatrica sulla donna, continueranno l’8 ed il 9 febbraio in una full immersion dove sarà ripercorsa quella drammatica giornata del 29 novembre. Oltre alla perizia psichiatrica, c’è anche la questione dell’affidamento dell’altro figlio. Venerdì prossimo, sempre a Catania, nella sede del Tribunale per i minorenni, davanti alla presidente Maria Francesca Pricoco, si terrà invece l’udienza per l’affidamento del fratello più piccolo di Lorys, che attualmente è dato in esclusiva al padre del bambino, Davide Stival e alla nonna paterna, Pina Aprile, assistiti dall’avvocato Daniele Scrofani. Secondo la perizia depositata al tribunale dei minori elaborata dai tecnici nominati dal presidente del Tribunale, la donna non sarebbe in grado di esercitare la funzione genitoriale nei confronti del figlio più piccolo. Inoltre non sarebbe affetta da particolari patologie psichiatriche, non si fiderebbe di nessuno e non sarebbe in grado di costruire legami affettivi stabili. Di sé avrebbe un’immagine sempre positiva, elemento che, secondo i periti, farebbe perdere di vista le esigenze degli altri, soprattutto del figlioletto. Infine non sarebbe nemmeno efficace un percorso di recupero assistito. Non lascia possibilità di dubbio la memoria attualmente sul tavolo di Maria Francesca Pricoco anche perché, sempre secondo la perizia, alla luce dell’esito degli incontri con il minore conteso e con i familiari, i periti sostengono che sussitono diversi aspetti che non consentono a Veronica di esercitare un’adeguata funzione genitoriale forse difficile da recuperare. In attesa  dell’udienza di venerdì e dei nuovi accessi per la perizia psichiatrica i primi di febbraio, ci sarà anche quella del processo col rito abbreviato davanti al Gup di Ragusa fissata invece per il 17 marzo. La perizia psichiatrica dovrebbe durare dunque 60 giorni. Undicimila le pagine di atti riversati su un cd magnetico che i periti e i consulenti di parte dovranno esaminare in queste settimane

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