Il calcio ibleo è davvero in crisi?

Ci  sono pochi investitori

CALCIO- Campionati in economia. Sembra questa ormai la linea adottata da tutte le società iblee di calcio. Pochi investitori nel calcio, e chi è capo di società, è costretto a racimolare quanti più fondi possibili per chiudere l’anno agonistico. Di questo passo certamente non si andrà da nessuna parte. E’ la crisi del calcio ibleo che ormai da anni arranca tra categorie anonime e società spuntate quasi dal nulla che non fanno altro che ingarbugliare il già difficile mondo del calcio. A pagarne le spese sono squadre dal passato tra i professionisti come Ragusa, Vittoria e Modica. Tre città dove oggi il calcio non esiste, e se esiste, non è al passo con l’evoluzione della città e del territorio. Ma Ragusa, Modica e Vittoria non ne vogliono proprio sapere di unirsi in un’unica squadra comprensoriale. O meglio, mentre Ragusa e Modica potrebbero trovare una larga intesa, è a Vittoria che si trova qualche ostacolo per la definizione della squadra o società comprensoriale. Ancora non si è afferrato bene che solo l’unione di più società potrà permettere il ritorno del calcio in terra iblea che possa regalare qualche soddisfazione ai tifosi. E come tutti i cambiamenti della società, dal divorzio, alle unioni civile, anche il calcio dovrà adattarsi ai cambiamenti. e se la squadra comprensoriale potrà non piacere a molti tifosi, col tempo capiranno che avere una solo rappresentativa della terra iblea, consentirà il salto di qualità. Basti pensare che, in provincia di Ragusa esistono più realtà calcistiche, ben 12 società tra Promozione e Prima Categoria. Ed è davvero uno spreco di denaro e risorse. Ma è difficile farlo capire a chi vuole gestire solo il proprio orticello.

 

 

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