Cara di Mineo, truffa all’Ue da 1 mln di euro

6 le persone indagate dalla Procura di Caltagirone

CATANIA – Numeri di presenze “gonfiati” al Cara di Mineo per far lievitare i compensi alle ditte che svolgono i servizi all’interno del più grande centro accoglienza per migranti in Europa. Il tutto sarebbe accaduto per 4 anni dal 2012 al 2015 per un totale di 1 milione di euro. Ad accertarlo un’indagine della Polizia coordinata dalla Procura di Caltagirone che ha portato all’emissione di 6 avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti ed impiegati delle società che gestiscono la struttura. Si tratta di Sebastiano Maccarrone, direttore del Cara di Mineo, Salvo Calì presidente del Cda Sisifo, il consorzio di cooperative capofila dell’Ati fino a ottobre 2014, Giovanni Ferrera, direttore generale del Consorzio ‘Calatino Terra d’accoglienza’, Roberto Roccuzzo, consigliere delegato Sisifo, Cosimo Zurlo, amministratore delegato ‘Casa della solidarietà’ consorzio coop dell’Ati da ottobre 2012 fino allo stesso mese del 2015 e Andromaca Varasano contabile del nuovo Cara Mineo. Eseguite anche perquisizioni e sequestri in diverse regioni d’Italia. Le accuse a vario titolo sono di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea. L’indagine nasce da un filone del procedimento ‘Mafia Capitale’ della Procura di Roma sulla gara d’appalto, indetta il 24 maggio del 2014, per la gestione triennale dei servizi del Cara di Mineo, ritenuta illegittima nel febbraio del 2015 dall’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Su questo filone è ancora aperto un fascicolo alla Procura distrettuale di Catania. E’ stata l’analisi della contabilità relativa alle presenze giornaliere di migranti ospiti del Cara e soprattutto quella destinata alla liquidazione delle somme spettanti all’”ente gestore” a mettere in evidenza importi superiori a quelli dovuti. Si tratta dell’ennesima indagine che coinvolge il Cara di Mineo dove si moltiplicano i migranti presenti ma anche i risvolti giudiziari.

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