12 medici del Cannizzaro indagati per la morte di Valentina Milluzzo

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Stamani l’Azienda Ospedaliera ha spiegato cosa è accaduto

CATANIA – La Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati i 12 medici del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, con l’esclusione del primario Paolo Scollo e dell’assistente Paolo Lomeo che erano assenti, per il caso di Valentina Milluzzo, la 32enne morta domenica scorsa il giorno dopo i suoi gemellini che portava in grembo al 5 mese di gravidanza per mezzo della fecondazione assistita. Il reato ipotizzato è omicidio colposo plurimo. L’iniziativa, si sottolinea dalla Procura, è un atto dovuto, dopo la denuncia dei familiari della donna, per eseguire l’autopsia come atto irripetibile. L’inchiesta è coordinata dal pm Fabio Saponara. L’azienda stamani carte alla mano ha spiegato cosa è accaduto precisando che nessuna obiezione di coscienza ha provocato il decesso della donna e che i medici in servizio nel reparto di ginecologia sono tutti obiettori di coscienza, ma questo non ha alcuna rilevanza né con il caso in questione né col servizio reso a chi vuole fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. E’ stata la famiglia nell’esposto alla Procura presentato dal legale Salvatore Catania Milluzzo a dire che il medico avrebbe riferito di essere obiettore non prestando quindi la necessaria assistenza quando i due feti hanno avuto una crisi respiratoria. Il decesso sarebbe avvenuto a causa di una sepsi, una violenta infezione. “Ma su questo – ha aggiunto il primario – è meglio attendere l’esito dell’autopsia”. “Tutte le procedure sono state rispettate”, gli fa eco il direttore generale del Cannizzaro Angelo Pellicanò che ha invitato tutti a non trasformare un doloroso dramma in sensazionalismo mediatico.

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