L’urgenza di superare burocrazia per avviare Patto per Catania

Sabato scorso la visita del Presidente Gentiloni

CATANIA – Il ritorno di Gentiloni a Catania, questa volta nelle vesti di Presidente del Consiglio, su esplicito invito del vecchio amico Enzo Bianco è servito a ribadire l’urgenza di infrastrutture e di nuovi posti di lavoro in una città dove permangono le difficoltà nonostante le grandi potenzialità che vanta. In ballo, con il Patto per Catania, come rilevato dallo stesso primo cittadino, ci sono 1 miliardo e 200 milioni di grandi opere e 30 mila posti di lavoro tra diretto ed indotto. I primi cantieri dovrebbero essere avviati in tempi brevi ma a frenare è la burocrazia. Da qui la richiesta di Bianco a Gentiloni di accelerare con i tempi e dovrebbe servire in tal senso la nuova visita del Ministro per la Coesione Territoriale ed il Mezzogiorno De Vincenti prevista per lunedì 13 marzo. Tra le opere pronte a partire c’è la riqualificazione del molo foraneo che servirà a valorizzare un’area di pregio vicino al mare. Altra questione non meno importante la riqualificazione della zona industriale più volte citata nel corso degli interventi di sabato scorso a Palazzo degli Elefanti. Insomma, progetti e prospettive di crescita che interessano tutta la Città metropolitana di Catania, la settima in Italia per popolazione. Gentiloni dal canto suo ha risposto di non essere un “marziano” e di vedere le turbolenze che posso essere risolte da un governo stabile che “andrà avanti fino alla scadenza naturale della legislatura”. Concetti ribaditi ieri dal premier ospite di Pippo Baudo a Domenica In.

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