Strade siciliane tra inchieste e precarietà

Regione interviene per garantire svolgimento Giro d’Italia

CATANIA – L’inchiesta della Procura di Messina e della Direzione investigativa antimafia che ha portato alla sospensione di 6 dirigenti ed al coinvolgimento di altri 45 dipendenti del Consorzio per le Autostrade Siciliane rischia di avere ripercussioni sui lavori di manutenzione straordinaria che il Cas sta eseguendo sulla Catania-Messina in vista del G7, sul viadotto Ritiro ma anche sulla Siracusa-Gela. Non è la prima volta che la magistratura si occupa del Cas che da anni a stento porta avanti i progetti tanto che l’assessore regionale alle Infrastrutture Pistorio da tempo insiste per costituire una società mista con l’Anas che diventi concessionario unico per la gestione delle autostrade siciliane. Ed a proposito di precarie condizioni in cui si trovano le nostre strade in queste ore si è saputo che alcune arterie he rientrano nelle due tappe siciliane del Giro d’Italia di ciclismo Cefalù-Etna e Pedara-Messina in programma il 9 e 10 maggio non sono sicure ed i comuni di Santa Maria di Licodia e Nicolosi che dovrebbero effettuare le opere non hanno le risorse per farlo. Per scongiurare l’annullamento delle due tappe, il governo Crocetta, ha deciso di intervenire recuperando i fondi necessari, pari a 500 mila euro, dal Patto per la Sicilia. Ad anticipare i soldi sarà l’Anas che si occuperà dei lavori. Nessun problema per Pedara il cui sindaco Fallica si dice certo che “tutto sarà pronto entro l’arrivo del Giro”.

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