Rinviato a giudizio l’ex assessore Girlando

Per tentata concussione

CATANIA Dovrà comparire davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Catania Giuseppe Girlando, l’ex assessore comunale al bilancio rinviato a giudizio per tentata concussione aggravata. A deciderlo il Gup Simona Ragazzi che ha fissato la prima udienza per il prossimo 6 dicembre. L’inchiesta è venuta alla luce dalla denuncia di Gianluca Chirieleison, rappresentante della Simei, azienda con cui il Comune aveva in corso una transazione di circa 4 milioni di euro e che, secondo l’accusa, avrebbe subito la minaccia di “promettere la propria indebita intercessione nei confronti” di un consigliere dell’opposizione per “non fargli ostacolare l’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di Giunta su ‘Sostare'”, avanzata dall’allora assessore Girlando. L’evento non si sarebbe poi verificato, scrissero i magistrati, per “la resistenza della persona offesa”, che però avrebbe subito “un danno patrimoniale di rilevante gravità consistito nell’ammontare della transazione non stipulata”, causa del fallimento della Simei. “La richiesta di giudizio nei miei confronti è priva dei necessari elementi probatori – ha dichiarato Girlando che ha rinunciato al rito abbreviato -. Soltanto nel giudizio ordinario sarà finalmente mia facoltà produrre i documenti originali attestanti il ruolo di Enel, che in contrasto alla posizione di Simei, si è opposta alla proposta di transazione formulata dal Comune, nonché porre piena luce sulle vere ragioni del fallimento di Simei, determinate dalla volontà dei lavoratori, che hanno presentato formale istanza, dalla insipienza dei vertici della società che hanno trascurato tale evento e dalla inadeguatezza del professionista incaricato all’attestazione della proposta di concordato”. Nel procedimento sono presenti come parti civili Chirieleson, Maria Cristina Ferranti, in qualità di socia al 41% della Simei, e anche la società con il suo curatore fallimentare Gaetano Cocuzza. Il Gup ha disposto anche la presenza del Comune come responsabile civile, rigettando la richiesta avanzata dall’avvocatura comunale di escluderlo.

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