Migranti, “prove di contatti tra Ong e scafisti”

Il Procuratore Zuccaro torna sull’argomento

CATANIA – Non tutte le Ong, le organizzazioni non governative, che recuperano i migranti nel Mediterraneo sono uguali. “Ci sono quelle buone e quelle cattive”. A dirlo, in un’intervista a La Stampa, il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che già il 22 marzo scorso aveva affrontato l’argomento a Roma di fronte alla Commissione parlamentare Schengen sull’attività di Europol e di controllo dell’immigrazione. In quell’occasione aveva parlato dell’aumento sospetto delle navi nel Canale di Sicilia che hanno portato fino al nostro territorio i barconi. “Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire – ha detto Zuccaro – Discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche che sono la maggior parte (5 in totale su 9 schierate in mare). Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti. Non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo. Telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati”. Tutte le Ong sono sotto la lente di ingrandimento della Procura. “Per quelle sospette – ha aggiunto il Procuratore – dobbiamo capire cosa fanno, per quelle buone occorre invece chiedersi se è giusto e normale che i governi europei lascino loro il compito di decidere come e dove intervenire nel Mediterraneo. L’inchiesta – ha ammesso Zuccaro – richiede tempi che l’Europa non si può permettere e d’altronde la risposta giudiziaria non è sufficiente, nonostante la notevole collaborazione che riceviamo da tutti. Il problema resta essenzialmente politico e i governi europei, non solo quello italiano, devono intervenire subito” anche perchè, ha concluso, “quei 250 mila (migranti) in arrivo quest’anno sono una stima per difetto”.

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