Dia sequestra beni a imprenditore

E’ accusato di “caporalato”

CATANIA – Beni per 10 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania a Rosario Di Perna, 61 anni imprenditore agricolo nativo della provincia di Messina ma residente a Paternò, accusato di caporalato. L’uomo nel 2015 insieme al figlo Calogero e ad altri indagati di origine rumena, è stato destinatario, nell’ambito dell’operazione “Slave”, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di avere costituito un’associazione attiva a Paternò e in Romania dedita al reclutamento di manodopera rumena per l’impiego nelle campagne, in assenza di qualsiasi tutela per i lavoratori e costringendo questi a subire condizioni vessatorie con violenze e minacce. Alle vittime venivano concessi alloggi di fortuna privi delle condizioni minime di abitabilità. Gli accertamenti patrimoniali, che hanno evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti, sono stati estesi anche alle attività riconducibili ai familiari, in primis al figlio Calogero comproprietario di una società che commercia all’ingrosso prodotti ortofrutticoli. Nel complesso sono stati sequestrati diversi rapporti bancari, 8 automezzi, due aziende, 20 fabbricati e 48 appezzamenti di terreno.

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