Dopo gli incendi e la devastazione si fa conta dei danni

Crocetta chiede pene più severe per i piromani

MESSINA – Si fa la conta dei danni a Messina colpita, insieme al suo territorio, da diversi incendi. L’emergenza è rientrata ma stamani la devastazione regna ovunque. Il bilancio di Coldiretti Sicilia è drammatico. Due mila ettari di uliveti e vigneti sono stati distrutti dal fuoco. I danni all’economia locale sono incalcolabili. Gli esperti annunciano anche un probabile rischio di dissesto idrogeologico nei mesi invernali. I roghi hanno portato anche all’evacuazione delle facoltà di Lettere e Veterinaria. Costrette ad andare via anche alcune persone le cui abitazioni erano minacciate dalle fiamme. E stamani al Comune di Messina si è recato il presidente della Regione Rosario Crocetta per incontrare il vicesindaco, alcuni membri della Giunta ed il dirigente generale della protezione civile regionale Calogero Foti. Proposte una serie di interventi e misure per le zone colpite ponendo l’esigenza di presidi permanenti nelle zone più a rischio. “Si tratta di incendi dolosi – ha detto Crocetta – Da qui il mio appello allo Stato per sanzioni più severe nei confronti dei responsabili. Sarà dichiarato lo Stato di calamità naturale e si procederà al censimento dei danni”. Per Crocetta l’ipotesi che dietro ai roghi ci sia la mano della mafia dei Nebrodi è più che verosimile. Concetto ribadito anche dal presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.

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