Verso S. Agata, focus sui luoghi del martirio

Da cui il fercolo passerà il pomeriggio del 4 febbraio

CATANIA – Si susseguono a Catania le riunioni operative in vista dei giorni clou della festa di S. Agata. L’ultima in prefettura è servita a fare il punto sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza. Pioggia è prevista venerdì 2 e martedì 6 ma questo non dovrebbe scoraggiare devoti e turisti che attendono soprattutto la messa dell’Aurora di domenica 4 quando la santa patrona tornerà a mostrarsi in tutto il suo splendore. La mattina del 3 con l’offerta della cera e la carrozza del senato ma soprattutto il pomeriggio del 4 in primo piano ci saranno i luoghi legati al martirio di S. Agata nella zona di piazza Stesicoro. Parliamo innanzitutto della chiesa di San Biagio, conosciuta anche come S. Agata alla fornace. Sorge nel punto in cui la tradizione religiosa vuole che sia stato perpetrato l’ultimo supplizio alla giovane martire, quello dei carboni ardenti. All’interno del tempio, sul lato destro, compare, dietro un vetro circolare, quello che è ritenuto il punto del martirio. Dal punto di vista topografico, il luogo corrisponde al cortile del governatore, ovvero lo spazio intermedio fra le carceri del Palazzo di Quinziano ed il vicino anfiteatro romano di piazza Stesicoro. C’è poi la chiesa di S. Agata al carcere. Qui, nella parte superiore, sorge la cella che la tradizione lega alla detenzione forzata di Agata. A testimonianza di ciò la finestra che si nota dall’esterno. All’interno della chiesa è conservato il blocco lavico in cui sono impresse le orme dei piedi della martire. Infine S. Agata la Vetere, la prima chiesa dedicata alla patrona catanese. Al suo interno il sarcofago marmoreo dove sarebbe avvenuta la prima sepoltura e poi una lapide che ricorda il punto in cui ad Agata furono strappati i seni.

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