Cera su strade dopo S. Agata, operai al lavoro

Per rimuoverla celermente

CATANIA – Andata in archivio la festa di S. Agata, occorre fare i conti con la cera caduta dai torcioni, portati in spalla dai devoti,  lungo il percorso del fercolo. Per liberare la città dai residui pericolosi per i mezzi in circolazione, il Comune ha messo in campo dal 5 febbraio giorno e notte, circa 200 tra autisti e operai che inizialmente hanno sparso segatura. A disposizione 15 camion, 16 furgoni cassonati, 5 motopale, due autobotti lavastrada, due spazzatrici con spazzole di metallo, due lavastrada con lancia per i marciapiedi e 15 cannelli all’acetilene per sciogliere la cera.  Quest’anno i tempi di ripristino della normale viabilità saranno molto più brevi rispetto al passato. La prima ad essere aperta è stata la via Caronda, dalla stazione della Circumetnea alla statua di Garibaldi. Il via libera dopo un attento collaudo con grip-test che prevede delle prove di frenata. Si può procedere con un limite di velocità di 20 kmh mentre permane il divieto assoluto per i mezzi a due ruote. Nel tratto di via Caronda da viale XX settembre a via Monserrato restano transennati alcuni spazi di marciapiede. Aperta anche la via della posta nella parte di collegamento con via S. Euplio. “I Catanesi – ha detto il sindaco Bianco che ha ringraziato coloro i quali sono al lavoro – durante questa Festa di Sant’Agata hanno dato un grande esempio di ciò che sanno e possono fare. Mi appello dunque ancora al civismo dei devoti che per amore della nostra Patrona  vorranno essere al fianco del Comune, per fare ogni giorno più bella la nostra Città, tenendola pulita e in ordine, rispettando il nostro barocco Patrimonio dell’Umanità e condividendola con quei turisti che sono ogni anno sempre più numerosi”.

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