Inchiesta rifiuti

Domani iniziano interrogatori di garanzia

CATANIA – Ha destato scalpore l’inchiesta della Dia di Catania coordinata dalla Procura che vede coinvolti alcuni funzionari del Comune sulla gestione dei rifiuti, settore da sempre criticato in città per costi, carenze e disservizi. L’indagine, come ribadito dal procuratore Carmelo Zuccaro, è in pieno svolgimento e potrebbero esserci altri risvolti. Al momento ci sono 6 persone indagate: due sono finite in carcere, una ai domiciliari , mentre per altre 3 sono scattate interdizioni varie. Tra domani e mercoledì sono in programma gli interrogatori di garanzia di coloro che sono stati raggiunti da ordinanze cautelari: l’imprenditore romano Antonio Deodati, comproprietario della Ipi srl , affidataria in raggruppamento temporaneo di imprese con Oikos e già socio di Ecocar e Orazio Fazio, responsabile dei procedimenti della direzione Ecologia e Ambiente del Comune, persona di fiducia del sindaco che avrebbe evitato l’applicazione di penali al centro peraltro dell’inchiesta visto che se applicate potevano pregiudicare la futura aggiudicazione dell’appalto da parte delle imprese che, in quel momento, stavano gestendo in proroga. Ai domiciliari c’è Antonio Natoli dipendente del Consorzio Seneco che avrebbe svolto un ruolo di intermediario tra Deodati e Fazio. Interdetti sono invece Francesco Deodati, cugino di Antonio, il ragioniere generale del Comune Massimo Rosso, ritenuto anche lui persona di fiducia del primo cittadino e il dirigente della direzione ecologia Leonardo Musumeci. Tra le testimonianze raccolte dagli inquirenti spicca quella dell’ex direttore del settore Ecologia del Comune Salvatore Cocina che, in relazione alle penali e alla posizione di una dirigente, non sarebbe stato in linea con alcune regole dirigenziali dell’Ente e che quindi, nel giro di un anno, si sarebbe dimesso per contrasti anche con lo stesso sindaco Bianco.

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