Scandalo rifiuti, iniziati gli interrogatori di garanzia

“Incassavo regali ma non facevo favori”

Sono iniziati oggi e si concluderanno domani davanti al gip di Catania Fabio Di Stefano Barbagallo gli interrogatori di garanzia degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Dia che vede coinvolti dirigenti del Comune di Catania e imprenditori, su una gara per la raccolta dei rifiuti da 350 milioni di euro in tre anni, l’appalto ponte vinto dal consorzio Seneco, di cui fanno parte Senesi ed Ecocar e le “regalie” che le aziende avrebbero fatto per evitare controlli sull’appalto e sull’esecuzione dei lavori. Ha risposto alle domande del Gip Orazio Stefano Fazio, direttore dell’esecuzione dei servizi di Igiene urbana e ambientale del Comune di Catania, arrestato per turbata libertà degli incanti e corruzione. La difesa, sostenuta dall’avvocato Francesco Siracusano, lo ha descritto come “un millantatore, che comminava sanzioni per le irregolarità, ma incassava i regali dall’imprenditore che credeva di avere ricevuto dei favori”. Fazio ha sottolineato di “essere laureato in Economia dal 1981” e di “essere stato messo nell’incarico dall’ingegnere Cocina per le sue qualità professionali”. Ha prodotto al Gip la documentazione delle sanzioni comminate per disservizi da giugno a ottobre del 2017, che ammonterebbero a oltre 150 mila euro. Sarà risentito domani pomeriggio dal pm. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il ragioniere generale Massimo Rosso, interdetto per un anno dai pubblici uffici, accusato di corruzione contraria a propri doveri. Secondo l’accusa, tra gli “omaggi” ricevuti dagli indagati ci sono smartphone e computer portatili di ultima generazione, viaggi di piacere, l’affitto di una casa a Roma per le figlie universitarie del ragioniere comunale e l’assunzione a tempo indeterminato in aziende private dei loro fidanzati. Nell’ambito della stessa inchiesta sono in carcere l’imprenditore romano Antonio Deodati che è stato interrogato per rogatoria a Roma, mentre è ai domiciliari Antonio Natoli, dipendente del consorzio Seneco, indagato per corruzione.

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