Disservizi rifiuti

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I sindacati difendono gli operatori

CATANIA – La raccolta dei rifiuti a Catania continua a non funzionare come dovrebbe e questo a pochi giorni da mercoledì quando si saprà se qualche azienda è interessata al famoso appalto settennale da 350 milioni di euro attorno al quale ruotano polemiche e grane giudiziarie. Il capoluogo etneo non brilla in termini di raccolta differenziata che si attesta al di sotto del 10%. Intanto il Comune vuole vederci chiaro sui disservizi che si sono registrati nella notte di venerdì scorso nell’area del porta a porta. L’assessore all’Ecologia D’Agata ha annunciato azioni disciplinari dopo un’inchiesta interna alla luce delle tante risposte negative, spesso con scuse banali, degli autisti in reperibilità dei mezzi comunali. E’ stato allora avviato un monitoraggio sul lavoro dei dipendenti per accertare se siano o meno giustificate le assenze. Tra le cause dei disservizi anche la mancata proroga del noleggio di alcuni mezzi a causa di ritardi legati a questioni burocratiche. Sulla questione rifiuti Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb e Snalv offrono la loro chiave di lettura. I sindacati puntano il dito contro l’atteggiamento del commissario del Consorzio Sineco che oltre ad essersi più volte  sottratto al confronto diretto con le sigle, ha proceduto all’assunzione a tempo determinato di soli 21 lavoratori dei 105 disoccupati afferenti al bacino prefettizio. Una limitazione che nel giro di poco tempo sta già producendo pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti: da un lato la città è sporca, dall’altro i lavoratori impegnati sorreggono un eccessivo carico di lavoro che preoccupa i sindacati anche sotto il profilo della sicurezza. È necessario guardare in faccia la realtà e non applicare strategie che, oltre a non produrre risultati positivi sul fronte del servizio, compromettono l’ambiente cittadino e la vita di due tipologie di persone: quelle costrette a lavorare troppo senza peraltro raccogliere appieno i frutti del loro sforzo quotidiano e quelle che attendono di lavorare da anni, nonostante le promesse delle istituzioni.

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