Ragusa, tassa di soggiorno, è polemica

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RAGUSA – (Di  Giulia Di Martino) – A Ragusa la tassa di soggiorno per i non residenti che alloggiano in strutture turistiche diventa oggetto di dibattito. Secondo quanto dice la legge i comuni sono obbligati a destinare la somma in interventi in materia di turismo, di manutenzione e fruizione dei beni culturali e interventi in favore dei servizi pubblici locali. Lo stesso decreto obbliga i comuni che intendono avvalersi dell’imposta di soggiorno ad adottare un proprio regolamento comunale in accordo con i titolari delle strutture ricettive. La giunta ha assunto la decisione di destinare buona parte dei proventi per pagare gli stipendi ai comunali. Ma rispetto all’utilizzo della somma da parte della giunta Cassì qualcuno ha avuto da ridire. Per il consigliere Mario D’Asta del Pd sarebbe stato più opportuno sentire le associazioni di categoria e gli operatori del mondo del turismo oltre che verificare l’impalcatura complessiva della proposta. Anche Peppe Calabrese e Mario Chiavola sono intervenuti sull’argomento parlando di serie b per la politica turistica del comune di Ragusa. Sottrarre al turismo il 52% delle somme per pagare gli stipendi- dicono gli esponenti del Pd non è accettabile perché gli stipendi si pagano dal bilancio e non da entrate extra. Scelte non corrispondenti alle tradizioni della nostra terra dice Gianni Iurato di Ragusa secondo cui è mancata  un’attività specifica e una programmazione adeguata.

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