Operazione dei carabinieri a Palermo

Otto arresti per evitare una mattanza criminale

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito otto provvedimenti restrittivi emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di presunti boss del mandamento mafioso di ‘Porta Nuova’. sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso. L’operazione ha decapitato i vertici del clan ed ha consentito di scongiurare l’inizio di una faida tra famiglie mafiose del mandamento, in contrasto tra di loro per la leadership della cosca. Un’operazione collegata all’uccisione di Giuseppe Di Giacomo, indicato come esponente di spicco del mandamento di ‘Porta Nuova’, avvenuta il 12 marzo scorso a Palermo in via dell’Emiro. L’operazione è stata denominata Iago e avere arrestato stanotte questi otto mafiosi, ha evitato una nuova guerra di mafia. Secondo gli investigatori, il boss Giovanni Di Giacomo avrebbe dato l’ordine dal carcere al fratello Giuseppe -ucciso come detto lo scorso 12 marzo prima di poter portare a termine il compito che gli era stato affidato- di ammazzare alcuni esponenti mafiosi che si stavano organizzando per assumere il comando del mandamento dopo l’arresto del padrino di ‘Porta Nuova ‘Alessandro D’Ambrogio. Tre i delitti programmati, c’erano quelli di Luigi Salerno, Giuseppe Dainotti e dei fratelli Onofrio ed Emanuele Lipari. “Per questo è stato necessario intervenire – ha detto Pierangelo Iannotti, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo – ed abbiamo dovuto eseguire i provvedimenti di fermo perché l’ordine era già stato impartito ed era esecutivo”. Gli otto affiliati al mandamento di Porta Nuova, finiti in manette nelle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, sono: Marcello Di Giacomo, 46 anni, Vittorio Emanuele Lipari, 53 anni, Tony Lipari, 24 anni, Nunzio Milano, 55 anni, Stefano Comandè, 28 anni, Francesco Zizza, 32 anni, Salvatore Gioeli, 47 anni e Tommaso Lo Presti, 39 anni. Tra gli arrestati dunque, ci sono boss come Nunzio Milano, e Tommaso Lo Presti, erano entrambi liberi dopo la scarcerazione

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