Muri a secco nel water front per la difesa del litorale ibleo

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RAGUSA ( di Elisa Montagno) – Ha suscitato curiosità e interesse la proposta di realizzare strutture con muri a secco nel water front ibleo, formulata da Corrado Monaca, direttore dei laboratori di ricerca Betontest, di concerto con Carlo Sinatra, dirigente del settore Lavori pubblici e Infrastrutture del Libero Consorzio di Ragusa, in occasione del seminario scientifico “Per la difesa del litorale ibleo”, svoltosi nei giorni scorsi a Ispica. Monaca, nell’intervento conclusivo del seminario dedicato alle nuove tecnologie e alle proposte di soluzione per contrastare il fenomeno dell’erosione costiera, ha accennato alla realizzazione di strutture con muri a secco nel water front ibleo, in particolare nell’area limitrofa alla S.P. 67 Pozzallo–Marza e nella zona di S. Maria del Focallo.
Il Direttore dei laboratori Betontest è tornato sull’argomento, per illustrare meglio l’idea progettuale. La realizzazione di strutture con muri a secco (identità territoriale iblea) per la difesa delle coste è una proposta strategica, sperimentale e innovativa, anti-erosione e anti-dissesto idrogeologico, che va nella direzione della riqualificazione ambientale e dei criteri generali per la progettazione di opere a difesa dei litorali. La proposta persegue due obiettivi strategici.
In primo luogo, coniuga l’interesse della pubblica amministrazione con quello dei privati, lungo tratti di costa dove il mare continua a “inghiottire” porzioni di strade e balaustre di case private. Secondariamente, produce una ri-significazione dei luoghi, partendo da una conoscenza profonda del territorio che sa leggere e interpretare le sedimentazioni storiche per arrivare a un esempio di architettura pilota in terra iblea.
Il progetto “muri a secco sul water front ibleo” parte da un’attenta analisi degli ambiti eco-storico (storia delle trasformazioni dell’ambiente nei secoli), della sismografia storica (inquadramento geologico, geomorfologico, idrogeologico e geotecnico dell’area), per approdare a un’architettura creativa, in sintonia con i bisogni dell’uomo, rispettosa dello spazio e del tempo e in simbiosi con la natura. Il progetto si confà, inoltre, al principio evidenziato da Darko Pandakovic (Politecnico di Milano – consulente UNESCO), in occasione del primo seminario sulla difesa del litorale ibleo, tenutosi a Ragusa nel giugno: la «restituzione di un’immagine del territorio e interventi leggeri di risanamento, ricordando quanto Poseidone, dio greco del mare, fosse volubile e irascibile». Ed è in linea con le indicazioni innovative fornite da Enrico Foti, docente di ingegneria idraulica e Direttore del DIARCH dell’Università di Catania «sulla presenza o meno nella componente sabbiosa del litorale ibleo delle “nano plastiche” con misurazioni in loco e non in laboratorio alla luce di nuovi strumenti di misurazione».
Il tutto in adempimento all’accordo di collaborazione sottoscritto da Betontest con l’Università di Catania il 23 novevmbre 2017 e con il Libero Consorzio Comunale di Ragusa il 15 febbraio 2018. Quest’ultimo accordo prevede, in particolare, la realizzazione delle opere di salvaguardia della S.P. 67 a costo zero per l’Ente, secondo precise “linee guida” condivise dal dirigente del Libero Consorzio Carlo Sinatra.
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