“Nessun profilo penale durante i soccorsi della Sea Watch”

zuccaro ok

La Procura indaga per individuare trafficanti e scafisti

CATANIA – La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sullo sbarco dei 47 migranti della Sea Watch, la nave della Ong tedesca battente bandiera olandese giunta al porto di Catania giovedì scorso dopo essere rimasta per alcuni giorni a Siracusa. Il fascicolo, a carico di ignoti, ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina. Dalle indagini sul soccorso in mare, sottolinea il procuratore Carmelo Zuccaro, non è emerso alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave.Le indagini affidate allo Sco della polizia di Roma alla squadra mobile della Questura e alla guardia di finanza di Catania, puntano ad individuare i trafficanti libici e gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea Watch. Si è poi accertata la liceità o meno della condotta tenuta dai responsabili dell’imbarcazione. Da un lato la scelta della motonave di non dirigersi verso le coste tunisine, come fatto da alcuni pescherecci che in condizioni di mare critiche si erano rifugiati presso quelle coste, dall’altro le dichiarazioni rese dal comandante e dal coordinatore del team sul malfunzionamento del motore e la mancanza di una persona che fosse alla guida del gommone, dichiarazioni che sembravano in contraddizione con quelle rese da alcuni migranti che hanno invece raccontato che il motore del gommone era funzionante al momento del soccorso e che il natante era guidato da uno di loro.Ma su quest’ultimo punto, osserva il procuratore, la particolare situazione giustificava il soccorso da parte di Sea Watch che era dovuto, oltre che alla palese inidoneità del gommone ad affrontare la traversata, al fatto, confermato dai migranti, che lo stesso si stava sgonfiando e rischiava di affondare. La questione, continua il Procuratore, avrebbe rilevanza se la motonave si fosse affrettata a intervenire per anticipare l’intervento di una motovedetta delle autorità libiche, ma per ben due giorni nessuna di queste è intervenuta in quella zona. Dagli accertamenti della Guardia Costiera è emersa invece la non idoneità tecnico strutturale della Sea Watch ad effettuare il soccorso in mare. Nel registro nautico olandese è registrata come natante da diporto e di esso presenta tutte le caratteristiche, con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza ad effettuare traversate con tanti passeggeri a bordo. Dopo il salvataggio dei migranti e il mancato approdo a Lampedusa, dove era stata convocata dalla Procura di Agrigento, l’imminente peggioramento delle condizioni meteomarine, ricostruisce ancora Zuccaro, ha indotto il comandante a procedere verso le coste orientali della Sicilia piuttosto che verso la Tunisia, sebbene più vicina. Decisione apparsa giustificata dagli inquirenti tenendo conto anche della condotta delle autorità tunisine che in passato non hanno permesso all’ong neppure di fare rifornimento nei loro porti.

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