S. Agata, apprezzamenti su operato di Consoli

s. agata ct

Ed anche su parole di Scionti

CATANIA – Il giorno dopo la mancata esecuzione della salita di via di Sangiuliano al culmine del giro interno del fercolo di S. Agata, a Catania la stragrande maggioranza delle persone plaude al comportamento del Capovara Claudio Consoli che mettendo in atto quelle che sono le prerogative del suo ruolo, è prima sceso dal fercolo più volte per fare notare l’impossibilità, per motivi di sicurezza legati alla ressa in mezzo ai cordoni, di proseguire con la processione e di fronte al comportamento indisciplinato di una frangia numerosa di devoti che neppure ha fatto uscire donne e bambini, ha preso la decisione di staccare i cordoni e di proseguire direttamente in cattedrale. Il dispiacere è stato grande, ha commentato il presidente del Comitato per la festa Francesco Marano ma le decisioni prese confermano il primato della tutela della sicurezza nel contesto di una gestione non suscettibile da influenze esterne. Molto opportune, seppur dure, le parole del parroco della cattedrale Barbaro Scionti che ha definito i responsabili delinquenti, invitando ad una preghiera riparatoria. “Questi scalmanati, ha rincarato la dose il sindaco Pogliese, sappiano che non c’è posto per loro in tutte le espressioni positive della città”. Era il 6 febbraio 2004 quando Roberto Calì, devoto di 22 anni venne travolto durante la corsa su via Di Sangiuliano. Per la sua morte fu condannato solo l’ex capovara Alfio Rao riconosciuto responsabile al 50% della tragedia. Da quel momento la salita si è sempre fatta a passo d’uomo. Stamani abbiamo provato a contattare Consoli e Scionti i quali hanno declinato l’invito a farsi intervistare. Nei prossimi giorni comunque verrà organizzato un incontro con i giornalisti per approfondire la vicenda.

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