Esplosione via Garibaldi

Prosciolto Caposquadra Tavormina

CATANIA – Non è stata cagionata dalle decisioni prese dal caposquadra dei vigili del fuoco Marcello Tavormina, l’esplosione che la sera del 20 marzo 2018 in via Garibaldi a Catania provocò la morte dei colleghi Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico ed il ferimento dello stesso Tavormina e di Giuseppe Cannavò. Il Gip di Catania, accogliendo la richiesta inoltrata dalla Procura ha disposto l’archiviazione del procedimento nei suoi confronti. La squadra era intervenuta a seguito di una segnalazione per fuga di gas e nel corso del sopralluogo veniva subito rilevata dentro una bottega con doppio ingresso sulle vie Garibaldi e Sacchero, la presenza di un uomo, il 75enne Giuseppe Longo, che aveva manifestato propositi di suicidio. I vigili del fuoco iniziavano a forzare la porta di accesso, chiusa dall’esterno con un lucchetto. Durante le manovre avveniva l’esplosione che investiva i presenti compreso l’anziano trovato privo di vita. Le indagini, con l’ausilio della scientifica e di un docente di chimica industriale e tecnologia presso l’Università La Sapienza di Roma, hanno ricostruito, minuziosamente, quanto accaduto, appurando che l’esplosione è stata innescata dall’interno dei locali e che le iniziative dei Vigili intervenuti non hanno influito in alcun modo sulla stessa. L’obiettivo della squadra era quello di salvare l’uomo, barricatosi dentro la bottega. Determinante il violento impatto con la pesante porta di ingresso di via Garibaldi che li ha investiti dopo essersi staccata dai cardini per effetto dell’esplosione.

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