Appalto pilotato al Policlinico

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Primario agli arresti domiciliari

CATANIA – Due persone agli arresti domiciliari, compreso il primario di Urologia dell’azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele, il professore Giuseppe Morgia di 60 anni e altre quattro destinatarie di provvedimenti interdittivi. E’ lo sviluppo dell’inchiesta “Calepino” della Guardia di Finanza di Catania, coordinata dalla Procura su un appalto da oltre 55 milioni di euro bandito dall’azienda ospedaliera. L’altra persona finita ai domiciliari è Massimiliano Tirri, 51 anni, agente della ‘Bua’ srl” di Bagheria che tratta la fornitura all’ingrosso di prodotti medicali. I reati ipotizzati sono turbata libertà degli incanti, corruzione, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio. Sospesi dall’attività professionale per un anno Tommaso Massimo Castelli, dirigente medico dell’equipe del prof. Morgia, Antonino Di Marco, rappresentante della ditta, Maurizio Francesco La Gattolla,  agente di prodotti sanitari, e Domenico Tramontana, district manager della ‘Omega pharma srl’ di Cantù. Al centro delle indagini, avviate nello scorso settembre dopo denunce di ditte escluse, il mega appalto in cui l’azienda Policlinico era capofila per l’espletamento della procedura della gara per dispositivi urologici da assegnare a ospedali di Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Catania. Secondo la Procura, Morgia, pur non avendo alcun incarico formale, gestiva di fatto la gara, determinando le decisioni della commissione tecnica chiamata a formulare il suo parere su capitolati già preventivamente confezionati ‘su misura’ affinché l’assegnazione dei lotti più significativi avvenisse a favore delle società commerciali disposte ad assecondare le richieste avanzate dallo stesso primario. Finanziamenti per partecipare a convegni, anche all’estero, e apparecchiature mediche personali. L’operazione sarebbe stata effettuata grazie alla “presenza in commissione di Castelli. Tramontana, in cambio della prescrizione a pazienti di Morgia di 4 integratori prodotti dalla ditta per cui lavorava, accusa la Procura, “effettuava bonifici per 10 mila euro, promettendo ulteriori 12.000 euro, a favore di un’agenzia di viaggi di Catania, che metteva a disposizione di Morgia i fondi in questione per i viaggi del medico e dei suoi familiari”, annotando i fondi in una contabilità parallela, ossia un ‘Calepino’. Morgia è accusato anche di concussione per avere bloccato gli ordini di materiale di consumo di un macchinario, il robot da vinci, a una società che gli aveva negato 1.200 euro per una cena benefica di una onlus.

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