Miracolati e inetti

La Sicilia ha perso 380.000.000 di euro di fondi europei

(di Emiliano Di Rosa) La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto definitivamente il ricorso contro il taglio di circa 380 milioni di euro ai fondi europei per la Sicilia (relativi ai Piani Operativi Regionali 2000-2006). A partire dal 2005 la Commissione europea aveva effettuato una serie di controlli sulla spesa della nostra regione riscontrando gravi carenze e varie irregolarità “singole e sistemiche”. Ma di chi è la colpa per tutti questi soldi che sono andati in fumo?

Non tutti ma alcuni dei dirigenti, dei superburocrati e dei consulenti che hanno gravitato intorno alla Regione Siciliana negli anni 2000 sono figli della stagione delle raccomandazioni e della lottizzazione del potere a cui partecipavano (col manuale Cencelli in dialetto siciliano) i partiti, i deputati regionali, i presidenti e gli assessori senza distinzione di colore politico alcuno. Sono soprattutto loro ad aver causato un danno di 380 milioni di euro (più di 700 miliardi di vecchie lire), soldi che avremmo potuto investire in Sicilia se i nostri progetti fossero stati in regola con i tempi, i modi, le voci di spesa, le qualifiche e le procedure d’appalto. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea invece ha confermato che in Agenda 2000 vi sono state irregolarità “singole e sistemiche” e ora ci dà nespole al posto di denaro contante. In passato è stato descritto e spiegato, fino allo sfinimento, come la Sicilia storicamente abbia saputo spendere solo una parte dei fondi europei potenzialmente a sua disposizione; impietoso il paragone, ad esempio, con Malta o la Polonia … ma adesso, ciliegina sulla torta, ci tagliano con effetto retroattivo anche una parte dei fondi europei che pure avevamo già speso in progetti.

Piuttosto che ululare e sbraitare contro la corruzione e gli ostacoli alla meritocrazia ci riserviamo, forse in maniera originale, solo questo piccolo appunto verso coloro i quali erano stati messi in posizioni di responsabilità per ideare e formalizzare piani di spesa corretti dei fondi europei.

Egregi signori, dottori, professori, dirigenti, capi dipartimento, consulenti: lì vi avevano piazzati per raccomandazione e clientele varie e non eravate capaci … e va bene. Ma dopo il “miracolo” della chiamata, del concorso superato, della promozione e dell’incarico conferito pur non avendone i titoli, almeno non vi poteva passare per l’anticamera del cervello l’idea di studiare, di imparare qualcosa e di gratificare voi stessi, i vostri benefattori, i “santi” all’ARS e a Palazzo d’Orleans e la vostra fortuna rendendovi operativi e presentando, infine, qualche progetto in regola che ci consentisse di spendere questi stramaledetti fondi europei con dignità anche in Sicilia? E’ capitato, capita e capiterà anche altrove, non solo nella nostra isola, che si diano consulenze e incarichi e poltrone pubbliche con l’aiutino della politica … probabilmente solo da noi però c’è così tanta gente che, dopo essersi seduta comodamente sulla poltrona, per indole, inettitudine e un po’ di cattiveria non si pone nemmeno il problema di meritarsi i lauti stipendi e compensi incamerati grazie all’onorevole di turno. Non aveva studiato abbastanza prima, non studia nemmeno poi. Ecco, in Sicilia dopo questa perdita di 380 milioni di euro la colpa non diamola solo agli “onorevoli”; ricordiamoci di che pasta sono fatti pure una buona parte dei loro “miracolati”.

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