2019: Un’estate straordinaria

Il piccolo Alessio D’Antonio è in cielo

VITTORIA – (Di Emiliano Di Rosa) Il signor Saro Greco risponderà in tribunale alle accuse di omicidio stradale aggravato. Il piccolo Alessio D’Antonio è in cielo, il suo sangue verrà tolto dagli scalini dove ieri sera stava scherzando con gli amichetti mentre per il cuginetto ricoverato in gravissime condizioni a Messina possiamo solo pregare certi che i medici stiano sputando anche l’anima per cercare di salvarlo.

Ma lo spaventoso incidente di Vittoria non può esaurirsi così. E’ una tragedia simile a quella che si era consumata pochi giorni fa ad Avola quando la giovane Roberta è stata travolta e uccisa da un’auto mentre passeggiava sul lungomare. Troppe coincidenze, troppo dolore, troppa angoscia.

Oggi è insufficiente parlare genericamente di “estate sicura”, prevenzione, controlli, punizioni. Serve altro, serve qualcosa di “straordinario” perché i tempi sono cambiati come i modelli di auto, moto e scooter come i cocktail e le droghe e come le abitudini degli strafottenti … ed è intollerabile che non si debba poter passeggiare, sostare, scambiare due parole o giocare sul marciapiedi senza essere travolti e ammazzati da un’auto un giorno sì e l’altro pure. E siamo appena all’inizio dell’estate.

E allora? E allora provvedimenti “straordinari”! Straordinari! Ci vogliono sempre più dissuasori di velocità a terra, forse anche con un maggiore spessore in modo che chi si vuole “stuccari a catina o cuoddu” lo faccia in autonomia; poi un lavoro di “intelligence” (scusate la parolona) nelle città in modo da capire subito chi sono i tipi più pericolosi e fargli la posta per coglierli sul fatto quando guidano in stato di ebrezza e/o drogati … anche a costo di distogliere dai posti di blocco “classici” uomini e mezzi delle forze dell’ordine! Ancora turni straordinari serali e notturni della polizia municipale a presidiare, soprattutto d’estate, i lungomare, i centri storici e finanche le aree periferiche scambiati per piste di Formula Uno. E infine il legislatore che pure nel 2016 ha portato a compimento una buona legge sull’omicidio stradale ma che può benissimo ridiscutere e rinnovare e aumentare la severità della pena.

Di altro in mente non ci viene nulla, almeno per ora: in ogni caso la straordinarietà degli ultimi, tragici eventi impone una reazione straordinaria dello Stato, della società civile, di ciascuno di noi in questa estate 2019 che sarà ancora lunga e che vorremmo non vedesse più sangue non solo sulle strade ma anche sui marciapiedi.

Emiliano Di Rosa

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