Ragusa, l’isola felice

Terra di imprenditori e tanto altro…

(di Emiliano Di Rosa) – C’è una Sicilia che arranca, tanto stretta nella morsa della crisi contingente quanto stritolata da un vecchio apparato burocratico tra i più repressivi e macchinosi d’Italia e d’Europa. Ma c’è, per fortuna, anche una Sicilia fatta di aziende che funzionano, di imprenditori che si sono saputi e si sanno rimboccare le maniche creando lavoro e ricchezza. E’ c’è, ancora, pur nelle difficoltà degli ultimi anni, la provincia di Ragusa “isola nell’isola” ovvero un territorio più piccolo e defilato rispetto ad altri ma che riesce a garantire possibilità di crescita compatibili con le aree più produttive del centro-nord del nostro Paese. Uno studio dei ricercatori della facoltà di Economia dell’Università di Catania e le cifre di Reportaziende.it oggi certificano come la provincia con il maggior numero di società dal fatturato superiore a 5 milioni di euro risulti essere Catania (401 aziende) seguita da Palermo (307 società) e la medaglia di bronzo viene assegnata proprio a Ragusa dove tali imprese sono 206. Non solo, tra le prime 20 aziende siciliane per fatturato ben 5 sono iblee. Tra queste svetta la “Zenit” del gruppo Minardo che si piazza all’11mo posto nella Regione con 330 milioni di euro di fatturato grazie a un gruppo che ha saputo investire con successo in svariati campi: dalla distribuzione petrolifera, alle costruzioni e fino all’editoria. Dopo il gruppo Minardo, tra gli imprenditori iblei che direttamente o con l’indotto oggi garantiscono solidità aziendale, fatturati rilevantissimi e centinaia di posti di lavoro, spuntano la società consortile “Ergon” e la “Fdm” della famiglia Radenza, entrambe operanti nel settore della distribuzione e vendita di prodotti alimentari e che fatturano, rispettivamente, 300 milioni di euro e 280 milioni di euro. E se il numero di aziende con grossi fatturati molto spesso è direttamente proporzionale alla popolazione della relativa provincia, la provincia di Ragusa oggi può ancora vantarsi, come già detto, di essere un’eccezione anche alla statistica … una sorta di “piccola isola felice” in una Sicilia sempre “grande isola piena di problemi”. Naturalmente questi numeri non bastano a ovviare alla crisi economica generale che non ha risparmiato l’area iblea né, tantomeno, servono a far dimenticare all’opinione pubblica le enormi carenze e “ingiustizie” infrastrutturali della provincia italiana più a sud. Ma questa è un’altra storia …

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