Il dispositivo anti abbandono per il seggiolino.

La legge, l’utilizzo, i costi, i problemi

(Di Emiliano Di Rosa) – Gene Weingarten l’anno scorso in un articolo sul Washington Post ripreso in Italia da “la Stampa” scriveva chedal 1998 al 2017 sono stati più di 600 i bambini deceduti dopo essere stati lasciati in auto. Il 90% con età inferiore a 3 anni, morti per disidratazione e ipertermia perché la loro temperatura corporea sale molto più velocemente rispetto agli adulti: in un’auto parcheggiata sotto il sole, la temperatura raggiunge i 50 gradi anche se fuori ve ne sono 25.

In Italia dopo una discussione lunga anni venne depositata una prima proposta di legge nel 2014 per modificare l’art. 172 del Codice della Strada, aggiungendo una semplice riga: ” … e dotato di un dispositivo di allarme anti-abbandono” al comma 1 dell’art.1. Il riferimento era al seggiolino auto, che andrebbe corredato obbligatoriamente da un sistema di allarme sonoro o di altro tipo, per allertare l’adulto della presenza in auto di un bambino. Poi nulla fino al 2018 quando un nuovo disegno di legge sull’introduzione dell’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi venne presentato, discusso e approvato definitivamente prima dalla Camera e poi dal Senato a settembre. La legge doveva entrare in vigore dal 1° luglio 2019 prevedendo multe da 81 a 326 euro e, in caso di recidiva, la sospensione della patente. Ma … ma in Italia c’è sempre un maL’associazione Altroconsumo poche settimane fa ha svelato l’insieme di passaggi burocratici che rallentano l’applicazione della legge. Perché le decisioni sulle caratteristiche tecniche sono state rimandate a un decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarebbe dovuto arrivare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge … ma è fermo, per eventuali aggiustamenti, all’ufficio Tris (il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione europea). Serve il parere positivo del Consiglio di Stato e da quel momento dovranno passare altri 120 giorniaffinché le disposizioni di legge sui sistemi anti-abbandono entrino in vigore. Il risultato, insomma, è “lo slittamento dell’obbligo a non prima del 19 novembre 2019; mancano ancora un paio di mesi se tutto andrà bene. E non solo, c’è anche un risvolto economico da definire come ha spiegato in un recente articolo il Corriere della Sera: benchè i dispositivi anti abbandono siano già in commercio le aziende produttrici non avrebbero ancora parametri ufficiali per realizzare i loro dispositivi. E infine nonostante lo stanziamento di un milione di euro per il 2019e di un altro milione per il 2020 per incentivare l’acquisto di questi dispositivi in assenza di disposizioni del ministero dell’Economia d’intesa con quello dei Trasporti non si sa se e come si potrà accedere a tali incentivi. Nel frattempo, per fortuna, le case produttrici di questi preziosi aggeggi “salva vita” hanno immesso sul mercato modelli sempre più economici, se ne possono trovare nei negozi specializzati a costi che vanno dai 100 ai 40 euro. Fate voi.

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