Legge sul caporalato, perché non ha trovato completa attuazione?

Intervento dell’onorevole Nino Minardo

RAGUSA – Il deputato nazionale Nino Minardo di Forza Italia continua ad occuparsi della delicata questione del caporalato in Sicilia. “Le campagne del mezzogiorno d’Italia  continuano ad essere regno di lavoro sfruttato e fenomeni di illegalità- riporta una nota di Minardo- che compromettono anche la concorrenza fra le imprese. Eppure c’è una legge per combattere tutto ciò. 

A quasi tre anni dalla sua entrata in vigore, la legge 199/2016 contro il caporalato è  un testo che non ha trovato completa attuazione. Pensata per riscrivere il reato di caporalato e introdurre quello di sfruttamento del lavoro  con inasprimento delle sanzioni penali e delle misure cautelari, la legge è stata applicata finora solo nella sua parte repressiva. Sono previsti l’arresto in flagranza, la reclusione da 1 a 6 anni, il controllo giudiziario dell’azienda e la confisca dei beni anche per equivalente. È stata estesa, inoltre, la punibilità anche al datore di lavoro, a prescindere dall’intervento del caporale, in presenza di indici di sfruttamento”. Il deputato di Forza Italia ha presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno e delle Politiche Agricole e forestali chiedendo l’urgenza di verificare i motivi per cui la legge non è stata applicata nella sua totalità e nel contempo di attivarsi per attuare le norme inapplicate in modo da contrastare seriamente questa piaga sociale. “La legge, peraltro- evidenzia Minardo- , contiene  anche misure che si propongono di migliorare le condizioni di lavoro e tutelare l’azienda e l’occupazione. L’80% delle norme contenute nella 199/16 non sono state ancora attuate; non basta l’applicazione delle norme che riguardano  il profilo della repressione ma bisogna attuare anche  la parte preventiva, che parla di misure su collocamento e trasporti o quella relativa al  controllo giudiziario sull’azienda che ha  l’obiettivo di non interrompere l’attività agricola”.

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