L’intuizione del “Pontiere verdeazzurro”

Il passaggio di Nino Minardo alla Lega di Matteo Salvini

RAGUSA – Non è un caso che il passaggio da Forza Italia alla Lega del deputato nazionale Nino Minardo stia alimentando un articolato dibattito che dal perimetro “siciliano” si estende a quello nazionale. Al netto delle legittime contrapposizioni di idee e al netto delle “tifoserie” che si pizzicano e polemizzano (soprattutto sui social) vi è un’intuizione di fondo in questo cambio di casacca e vi sono dei contenuti politici interessanti, contenuti che offrono lo spunto per una riflessione. A Nino Minardo è stato affibbiato il “nomignolo” di “pontiere verdeazzurro”. Sta bene. Il senso della prospettiva di questa operazione politica è quello.

Un parlamentare saldamente ancorato ai principi e ai progetti del “centrodestra”, impegnato nella sua terza legislatura a Montecitorio e che, nel contempo, rappresenta ancora la generazione dei “quarantenni” doveva velocemente avere e cogliere questa intuizione e agire di conseguenza. Soprattutto se siciliano ed eletto in Sicilia. In primis per coltivare l’ambizione lecita e ragionevole di continuare a lavorare in Parlamento trovando sponda ai propri progetti e disegni di legge; poi per garantire alla Sicilia e ai siciliani che non vi siano né una sorta di sfondamento ideologico del leghismo al Sud né le peggiori conseguenze che tale sfondamento potrebbe generare. E se Forza Italia, per ammissione dello stesso Minardo, ormai non offre la possibilità all’elettorato di “identificarsi”, la migliore scelta di equilibrio, sintesi e prospettiva politica nel centrodestra era quella di entrare, da siciliano e da #terrone, nel partito di Salvini che sull’identità e sull’identificazione politica è parecchio avanti. In questa fase, infine, nel centrosinistra alberga ancora troppa confusione … non si vedono e nemmeno si intravedono una leadership convincente e un programma comune appetibile per gli elettori moderati, per quelli indecisi e forse nemmeno per quelli convintamente di sinistra mentre il Movimento 5 Stelle può solo sperare in un miracolo per riavvicinarsi alle percentuali esplosive e irripetibili del 2018. Ma in politica i miracoli non esistono e per i “grillini anticasta” alla prova dei fatti oggi sui giornali ci sono un Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che cancella dalla sua agenda l’importantissimo G20 di Tokio per andare, con settimane di ritardo, a fare un sopralluogo nelle città siciliane colpite dal nubifragio e un ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, costretta a furor di popolo a rinunciare al privilegio dell’alloggio di servizio intestato al marito e che, secondo quanto scrivono “il Messaggero” e “il Giornale”, da ministro faceva scorrazzare per mezza Roma la sua “auto blu” garantendo gli spostamenti a Pippo (che non è il marito ma il cagnolino di razza schnauzer regalatole da un ufficiale). La scelta di Nino Minardo, in definitiva, ha una logica politica netta e una prospettiva di lavoro altrettanto nitida. Non a caso è maturata dopo mesi di confronto con il senatore Stefano Candiani che nella Lega, assieme a Giancarlo Giorgetti, è uno dei cervelli più fini, più ingegnosi e meno ideologizzati. Parliamoci chiaro: Matteo Salvini finora ha sfondato al Sud quasi esclusivamente con la propaganda sulla difesa dei confini e il contrasto aspro all’immigrazione irregolare; poi c’è stata la breve e sofferta esperienza di governo con il M5S che era obiettivamente inconciliabile con una qualsivoglia visione di centrodestra … Oggi, se vogliamo ragionare seriamente di “politica” nell’accezione migliore del termine, c’è da costruire e radicare qualcosa di più convincente e utile tanto all’Italia nel suo insieme quanto a ogni singola porzione di territorio, soprattutto quelle più in sofferenza. E se ciò deve valere per ogni partito, movimento e schieramento è pacifico che, dalla prospettiva di centrodestra, quella di Nino Minardo deputato “pontiere verdeazzurro” sia stata l’intuizione giusta, quella più pragmatica e potenzialmente utile al territorio rappresentato dal parlamentare. Per questo se ne sta ragionando e discutendo in tutta la Sicilia e anche oltre lo Stretto di Messina.  

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