Ricordato il terribile terremoto del 1693

Tra funzioni liturgiche e momenti di riflessione

RAGUSA (Di Giulia Di Martino ) – Tra funzioni liturgiche e momenti di riflessione, come quello di sabato pomeriggio  Ragusa ha ricordato la tragedia del 1693, il terribile terremoto che sconvolse il Val di Noto, distruggendo le città e mietendo vittime.

Nell’aula consiliare del comune, la conferenza sul tema ‘1693-1793, la grande ricostruzione tra tradizione e rinnovamento, con Paolo Nifosì, è stato uno dei momenti più partecipati oltre che più interessanti, di una serie di eventi che hanno ricordato quella tragedia. Tracciandone la storia, raccontandone i fatti ma soprattutto, cercando di capire cosa essa ha lasciato. Perché l’esempio del passato, possa essere, ancora oggi, da monito. 5 anni fa, l’istituzionalizzazione di questa giornata, l’11 di gennaio, come momento non solo dedicato al ricordo e alla memoria ma anche a tutto ciò che ha significato per Ragusa il ‘dopo sisma’. Le celebrazioni poi -compresa la fiaccolata- sono stati i momenti di maggiore coinvolgimento. La presenza di Paolo Nifosì, sabato pomeriggio, nell’aula consiliare di palazzo dell’Aquila, ha alzato l’asticella della qualità negli eventi di questo 2020, a dimostrazione che chi ha organizzato, sa cogliere gli aspetti più importanti; e in questa sessione, sono stati quelli della ricostruzione e di come sia cambiato tutto e, per certi versi, in meglio. Ragusa, insomma, non ha mai cancellato l’11 gennaio 1693 ma, da qualche anno, ha fatto in modo che esso sia diventato un a data al cui pensiero, si assuma una coscienza diversa e, parlandone, ci sia un e di coinvolgimento generale anche di conoscenza”.

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