Catania e il calcio piangono Pietro Anastasi

Aveva 71 anni

CATANIA – Un campione dentro e fuori dal campo, forse il più forte atleta catanese di tutti i tempi.

Parliamo di Pietro Anastasi, ex calciatore morto all’età di 71 anni per un tumore contro il quale combatteva da tempo. Nato nel cuore di Catania, a pochi passi da piazza Palestro, iniziò a giocare tra i vicoli del quartiere facendosi da subito notare per la sua abilità con un pallone tra i piedi. A metà degli anni 60 il debutto nella Massiminiana, poi il trasferimento al Varese, prima di passare alla Juventus voluto fortemente dall’avvocato Gianni Agnelli che si innamorò del suo modo di giocare e che lo strappò all’Inter pagandolo 600 milioni, cifra enorme per l’epoca. L’attaccante “Pietro U turcu”, come era soprannominato, o il “Pelè bianco”, con la maglia bianconera disputò 8 stagioni vincendo 3 scudetti e raggiunse le finali di Coppa Campioni, delle Fiere  ed Intercontinentale. Trasferitosi all’Inter vinse una Coppa Italia prima di chiudere la carriera con Ascoli e Lugano. Ha giocato per 25 volte in nazionale realizzando 8 reti e laureandosi campione d’Europa con gli azzurri nel 1968. Fu proprio Anastasi a siglare uno dei due gol che valsero il titolo all’Italia in finale contro la Jugoslavia. Si è spento a Varese, la città della moglie dove ha deciso di vivere, una volta finita la carriera calcistica. Due i suoi più grandi crucci: non avere partecipato per infortunio ai mondiali del 1970 in Messico e non avere mai vestito la maglia del Catania cui è rimasto sempre legato e dove tornava spesso in estate.

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