Duplice omicidio in agrumeto

Si attendono risultati autopsia

LENTINI (Sr) – Ha confessato di avere sparato ma la versione dei fatti fornita da Giuseppe Sallemi, il 42enne di Carlentini, che lo scorso lunedì notte, ha ucciso a colpi di fucile Massimo Casella e Agatino Saraniti e ferito gravemente Gregorio Signorelli, sorpresi a rubare arance nel podere in territorio lentinese che lui aveva il compito di sorvegliare, non convince gli inquirenti.

L’uomo si trova in stato di fermo per duplice omicidio e tentato omicidio nel carcere di piazza Lanza. Agli agenti della Squadra Mobile di Catania e Siracusa che lo hanno interrogato ha detto di avere sparato solo perché intimorito dalla presenza di 3 sconosciuti che coperti dal buio pesto erano entrati  nel terreno di contrada Xirumi. Apparentemente è sembrato calmo sebbene scosso per quanto accaduto. A destare perplessità il numero dei colpi sparati e la distanza ravvicinata degli stessi. Ci si chiede come abbia fatto ad inseguire e colpire con precisione il terzetto che era partito dal quartiere Librino di Catania a bordo di un furgoncino. Maggiori dettagli si potranno conoscere attraverso l’autopsia sui corpi fissata a domani. Sallemi, che ha evitato sul momento di lanciare l’allarme forse sperando di evitare di macchiarsi di un crimine così efferato, svolgerebbe da tempo il ruolo di vigilante tra i tanti poderi che si trovano nella zona e che lui conosce bene. Da una decina d’anni si era trasferito da Carlentini a Scordia.  E’ titolare di una licenza per porto di fucile ad uso caccia ed avrebbe premuto il grilletto proprio con l’arma legalmente detenuta che è stata sequestrata insieme ai bossoli  ritrovati dalla polizia scientifica.

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