Bancarotta Tecnis VIDEO

Arresti e sequestro beni

CATANIA – Utilizzavano la Tecnis come una sorta di bancomat da cui prelevare illecitamente somme ingenti che poi hanno portato al crollo di una della principali aziende italiane di costruzioni, dichiarata insolvente dal tribunale di Catania nel 2017 insieme ad una serie di società controllate.

E’ stata la Guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione “Arcot” coordinata dalla Procura, ad arrestare 4 persone, alle quali sono stati concessi i domiciliari, indagate per bancarotta fraudolenta per distrazione. Sequestrati 94 milioni di beni frutto, secondo gli inquirenti, delle condotte illecite. Si tratta degli imprenditori Francesco Domenico Costanzo, detto “Mimmo” 57 anni, Concetto Bosco Lo Giudice di 56, entrambi amministratori di fatto del gruppo e già ai domiciliari tra il 2015 e il 2016 per corruzione e turbativa nell’ambito di 2 inchieste della Procura di Roma, Orazio Bosco Lo Giudice di 55, fratello di Concetto, amministratore unico di altre società beneficiarie in maniera ingiustificata di fondi provenienti da Tecnis e il 58enne Gaspare Di Paola, prestanome a disposizione di Concetto Bosco Lo Giudice e Costanzo. Secondo le fiamme gialle, la Tecnis, tra il 2011 e il 2014 sarebbe stata spogliata di quasi 100 milioni di euro e questo attraverso la concessione di consistenti e vorticosi finanziamenti infragruppo non onerosi, diretti alle consorziate. Le imprese beneficiarie a loro volta, anche grazie a movimenti bancari realizzati nella stessa giornata, hanno veicolato i flussi di denaro a favore di società estranee al gruppo di riferimento ma sempre dirette da Concetto Bosco Lo Giudice e Mimmo Costanzo anche tramite prestanome.

VIDEO https://youtu.be/A-G159GuBs4

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