Un’emorragia di sbarchi

Ieri sono giunti cadavere tre extracomunitari al porto di Pozzallo, si cerano ancora due dispersi.

Si potrebbe definire un’emorragia, oltre che un’emergenza senza fine. Gli sbarchi sono tanti, davvero troppi e quanti migranti siano arrivati e stiano ancora arrivando è difficile da quantificare. Numeri dietro i quali ci sono persone che, disperate, affrontano viaggi al limite dell’umano e che spesso incontrano la morte. Come è successo ai tre migranti, che potrebbero essere cinque visto che ci sono due dispersi, che ieri sono giunti cadavere a Pozzallo, come è successo ai 17 che anche loro nelle scorse settimane  sono giunti cadavere a Catania. Quello che è successo ieri, durante le operazioni di salvataggio dei 102 migranti giunti poi a Pozzallo ed  effettuate dalla motonave Norient Star è documentato da un video. Spiegano gli investigatori che “appare evidente che le fatiscenti condizioni del gommone utilizzato per la traversata non hanno retto al peso eccessivo durante le fasi di trasbordo”. In 20 erano già saliti ed erano in salvo, quando il gommone strisciando sulla scaletta si è forato, mentre si sgonfiava alcuni migranti, presi dal panico, si sono lanciati in mare. Una volta capovolto il gommone li ha ‘trattenuti sott’acqua’, “nonostante indossassero tutti i giubbotti salvagente che pochi minuti prima erano stati dati ai migranti da una motovedetta maltese che poi si era allontanata”. Il sostituto procuratore del tribunale di Ragusa, Marco Rota, ha ritenuto estraneo il comandante della Norient Star ed il suo equipaggio all’incidente, autorizzandone la ripartenza. Ma ieri ne sono giunti altri, oltre a questi 102. Erano 320 migranti eritrei soccorsi nel Canale di Sicilia da un’altra motonave “Jupiter Bay”; fra questi anche Hazim Mohamed Yousef Abd Lwahid Sumaa, un egiziano di 36 anni che sarebbe lo scafista del peschereccio e che è stato fermato dalla Procura di Ragusa. E intanto il tribunale del riesame di Catania ha annullato il capo d’imputazione per omicidio volontario contestati ai due presunti scafisti del peschereccio carico di migranti che il 12 maggio scorso fece naufragio, causando la morte di 17 persone. Annullate le contestazioni di omicidio e naufragio volontari, riqualificando l’accusa in morte come conseguenza di altro reato. Nell’ ordinanza resta anche la contestazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due, secondo la tesi di Pm, avrebbero “determinato deliberatamente un’avaria all’imbarcazione”, in modo da giustificare un intervento di soccorso in acque internazionali. L’accusa sostiene che il ‘capitano’ avrebbe rotto un tubo che raffreddava il motore per dichiarare il guasto. Ma l’acqua imbarcata e il movimento improvviso dei migranti sul peschereccio ne avrebbero invece causato il capovolgimento “Prima leggeremo il provvedimento, ma poi ricorreremo certamente”. Così il procuratore di Catania, Giovanni Salvi sulla decisione del Tribunale.  Nel frattempo i centri di accoglienza sono al collasso, alcuni dei migranti salvati ieri e sbarcati tra Pozzallo, Porto Empedocle e Palermo sono stati ospitati in alcune parrocchie oltre che alla Caritas, ma la situazione rischia davvero di esplodere.

(ANSA) – POZZALLO (RAGUSA), 10 GIU – Sono quattro e non due, come si era appreso ieri sera, i migranti dispersi in mare durante un’operazione di soccorso di un mercantile avvenuta ieri nel Canale di Sicilia. E’ quanto emerge da indagini della squadra mobile di Ragusa, della guardia di finanza di Pozzallo e di carabinieri di Modica. Sono stati il comandante della nave e altri testimoni, arrivata a Pozzallo, a precisare che durante i soccorsi quattro uomini del centro Africa sono caduti dalla scaletta in corda che collegava il loro gommone alla motonave. La forte corrente li ha trascinati lontani, impedendo il loro recupero. Sull’episodio ha aperto un’inchiesta la Procura di Ragusa. (ANSA).

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