Manodopera agricola e sicurezza lavoratori al vaglio della Prefettura

RAGUSA (di Elisa Montagno) – In relazione al Protocollo di intesa sottoscritto in data 3 dicembre 2019 ed in attuazione delle azioni indicate nel Protocollo nazionale “Cura, Legalità, Uscita dal ghetto”, diverse sono le iniziative avviate dalla Prefettura allo scopo di prevenire i fenomeni di sfruttamento lavorativo dei migranti ed il caporalato.

Particolare attenzione è stata rivolta ai temi della prevenzione e dell’attività di informazione di carattere sanitario rivolta alle comunità straniere che vivono nella cosiddetta fascia trasformata, anche al fine di promuoverne il pieno coinvolgimento nelle attività di prevenzione del COVID-19 e allo scopo di sopperire alle difficoltà di accesso ai canali di informazione ufficiali come la televisione o i siti dei Ministeri competenti. 

La Prefettura, in sinergia con i comuni di Ragusa, Comiso, Acate, Scicli, Ispica, Santa Croce Camerina e Vittoria e con l’adesione al progetto FAMI “Building Together”, di cui la Prefettura di Ragusa è partner, ha promosso, infatti, la predisposizione di manifesti in lingua inglese, francese, araba, rumena e albanese, che sono stati affissi in punti strategici del territorio ed in particolare nella cosiddetta “fascia trasformata”, nonché la realizzazione di audio nelle stesse lingue che sono stati forniti ai Comuni per favorirne con ogni modalità la diffusione, in maniera che le informazioni potessero essere comprese anche dai lavoratori stranieri. 

Inoltre, sempre con l’apporto del progetto Fami “Building Together”, già del 15 aprile scorso è stata ripresa l’attività itinerante, con un apposito pulmino, nei comuni di Vittoria e di Acate, e successivamente anche nei territori dei comuni di Ragusa e di Comiso, da parte di una equipe composta da un operatore legale, un assistente sociale ed un mediatore culturale che, oltre a distribuire beni di prima necessità, curano l’attività informativa in materia di sfruttamento lavorativo e quella relativa ai chiarimenti sul COVID-19.

Infine, proprio su queste tematiche sanitarie e sull’impatto che l’attuale situazione epidemiologica può avere sui lavoratori stranieri, la Prefettura di Ragusa ha aderito al progetto FAMI, di prossima realizzazione, denominato “SUPREME”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che prevede una serie di azioni sanitarie molto concrete, mirate all’ambito della prevenzione e del contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato, come la previsione di unità mobili con team multidisciplinari, e fra i partner figura l’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro che ha riconosciuto la straordinaria necessità ed urgenza di contenere gli effetti negativi dell’emergenza da Covid 19 avviando, negli insediamenti di lavoratori immigrati all’interno del territorio siciliano, le specifiche azioni previste dalla progettualità FAMI.

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