Condannati per associazione mafiosa, beneficiavano del reddito di cittadinanza

Operazione della Guadia di Finanza

ENNA – (Giulia Di Martino) – Scoprire chi prende, indebitamente, il reddito di cittadinanza. C’ha lavorato la guardia di finanza nell’ennese, mettendo nel mirino, a tutela della spesa pubblica, contro le indebite percezioni dei pubblici sussidi. Una articolata e complessa analisi per individuare condotte penalmente rilevanti. In particolare, vagliate le posizioni di gente condannata, con sentenze passate in giudicato, per mafia per e verificarne la legittimità delle istanze inoltrate. Si è appurato che parte dei percettori o dei componenti del nucleo familiare -riconosciuti quali affiliati alle consorterie criminali- risultavano aver richiesto ed ottenuto il sussidio, senza i requisiti previsti dal provvedimento normativo; altri, invece, hanno scientemente omesso di fornire informazioni utili per una corretta determinazione dell’ammontare del beneficio. Al termine degli accertamenti, è arrivata la denuncia di 5 appartenenti alla criminalità organizzata, originari della provincia. Sono stati denunciati alla procura, diretta da Massimo PALMERI e, contestualmente, segnalati all’Inps per il procedimento di revoca degli indebiti benefici ottenuti e il conseguente recupero delle somme già erogate, complessivamente 70 mila euro. L’inchiesta, denominata ‘Brick’, testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione della Guardia di Finanza, a favore dei cittadini onesti perché queste misure di contrasto alla povertà, siano effettivamente destinate alle fasce più deboli e bisognose e non appannaggio di individui al di fuori della cornice della legalità. Già nei giorni scorsi, infatti, con l’operazione “Inside”, il Comando Provinciale di Enna aveva analizzato la posizione di numerosi “imprenditori agricoli” che, senza i requisiti di legge, beneficiavano del sussidio, denunciando  36 persone e avviando il recupero di 200 mila euro

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