Omicidio Lucifora, Corallo si avvale della facoltà di non rispondere

Interrogato stamattina al Tribunale di Ragusa

RAGUSA (Giulia Di Martino) – Si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere Davide Corallo, il carabiniere 39enne di Giarratana, sospeso dal servizio alla caserma di Buccheri, dov’è rimasto sino allo scorso febbraio, e in carcere, a Caltagirone, da quattro per l’omicidio del cuoco modicano Peppe Lucifora, commesso lo scorso 10 novembre a Modica. Una udienza durata circa mezzora al termine della quale il gip di Ragusa, Eleonora Schinina’, si e’ riservata la decisione sul provvedimento di custodia.

Al momento abbiamo solo l’ordinanza e attendiamo di vedere gli atti. E’ una fase delicata“, hanno commentato i legali all’uscita dall’aula. Un movente passionale secondo gli inquirenti, alla base dell’omicidio. Ma, in queste ore, si fa sempre più spazio l’ipotesi che il movente lo si possa cercare anche in questioni economiche: usura o prestiti o il mistero del testamento di Lucifora che non si trova. Lucifora, che sarebbe stato dapprima tramortito con colpi violenti al volto, e’ morto per soffocamento, con una presa mortale alla gola. Il suo cadavere, è stato trovato in condizioni pessime ed è stato brutalmente ucciso, secondo gli inquirenti e i rilievi della scientifica. Oggi, si pensava che Corallo -che continua a proclamarsi innocente e che ha detto ai suoi legali di essere sereno e fiducioso- potesse dire qualcosa di importante. Invece, si è trincerato dietro il silenzio, preferendo scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta che, sino a ieri, appariva difficile e non facilmente prevedibile. Giornalisti, fotografi e telecamere davanti il tribunale di Ragusa dove è avvenuto l’interrogatorio. Corallo, è entrato da un ingresso secondario, lontano da microfoni e taccuini e dai flash. Con luoi, i suoi due legali: Piter Tomasello e Orazio Lo Giudice. Ed intanto l’avvocato Ignazio Galfo, legale della famiglia di Peppe Lucifora, ha detto di non volere rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda giudiziaria e la stessa cosa sembrano voler fare anche i familiari di Lucifora che volevano attendere quanto diceva stamattina Corallo, prima di parlare. E’ questa la linea tenuta dall’inizio dai familiari di Lucifora. L’avvocato, Galfo, comunque ribadito che “c’è fiducia per le successive fasi processuali”. Dal punto vista giudiziario, adesso ci sarà il ricorso al Tribunale della libertà il quale avrà un tempo complessivo di 25 giorni per pronunciarsi

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