No al 5G, aderisce anche Modica al flash mob

MODICA (di Elisa Montagno) – Si è svolto anche a Modica, come in altre 43 piazze italiane, il flash mob per dire stop al 5G. Promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G, la manifestazione ha visto l’adesione di grandi e piccoli Comuni tra i quali Firenze, Milano, Roma, Torino, Venezia, Verona, Palermo, Catania, Matera, Viareggio, Lucca, Bologna, Bergamo.

Il flash mob, organizzato dal Comitato #Stop5G di Modica, si è svolto presso l’atrio di Palazzo S. Domenico ed ha visto anche la partecipazione del Sindaco, Ignazio Abbate, e dell’Assessore alla Cultura, Maria Monisteri. Scopo dell’iniziativa è quello di denunciare la deriva elettromagnetica contenuta nel dossier “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022” redatto per il Governo Conte dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidati da Vittorio Colao. “Proprio la presenza del direttore di un colosso della banda larga e delle telecomunicazioni, come Verizon, nel Comitato che deve decidere sulla sperimentazione di questa nuova tecnologia deve far riflettere. Tra l’altro un passaggio significativo del dossier Rilancio Italia 2020-2022 prevede l’opportunità di togliere alle Amministrazioni Locali la possibilità di opporsi alla sperimentazione. La posizione di Modica è stata da subito molto chiara: non siamo contro la tecnologia a priori ma, appellandoci al principio di precauzione, pretendiamo che a pronunciarsi sulla pericolosità o meno di questa nuova tecnologia sia un comitato formato da persone competenti e soprattutto non riconducibili in nessun modo ad interessi legati all’una o all’altra parte. Ed in ogni caso è inaccettabile che tolgano la possibilità di opposizione alla sperimentazione sul nostro territorio. La sperimentazione deve essere volontaria e non imposta dall’alto. E’ vero che non esistono prove concrete sulla pericolosità del 5G ma solo posizioni e teorie di oltre 500 comuni italiani. Ma è altrettanto vero che non esistono prove sulla non pericolosità di tale tecnologia. Il principio di precauzione si applica non a pericoli già identificati, ma a pericoli potenziali, di cui non si ha ancora conoscenza certa. Questo è il caso del 5G, esistono tante congetture ma nessuna conoscenza certa. Fino a quel momento è mio preciso dovere morale ed istituzionale oppormi a tale sperimentazione”.

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