Migranti: Task force Regione in hotspot Lampedusa.

“Diritti vanno praticati non prtedicati

PALERMO – T erzo sopralluogo, nei centri di accoglienza per migranti, della task force istituita dalla Regione Siciliana per verificare la compatibilità con le norme sanitarie e linee guida Covid delle strutture presenti sull’Isola. Dopo Pozzallo e Ragusa, adesso è la volta di Lampedus dove l’hotspot, a fronte di un capienza consentita di 192 persone, ospita mediamente più di mille persone.

La speciale ‘commissione’, formata con decreto dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, ha raggiunto la più grande Pelagie affiancata dagli uomini del dipartimento regionale della Protezione civile.   “Le immagini girate all’interno e all’esterno della struttura di contrada Imbriacola testimoniano i gravi problemi igienico-sanitari e di promiscuità che ci sono nell’hotspot”, sottolinea una nota della Regione. Nel pomeriggio il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, così come richiesto, incontrerà a Palazzo Chigi il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. “Le immagini non mentono – sottolinea il governatore – queste sono le condizioni accertate dalla nostra task force. Adesso che si fa? Si dice che è realtà virtuale? Purtroppo è la dimostrazione di quello che diciamo da tempo: i diritti umani vanno praticati, non predicati. Altrimenti è solo retorica. Retorica dell’accoglienza che tante volte diventa business dell’accoglienza. Io non sono disponibile a girarmi dall’altra parte. E della sicurezza sanitaria del territorio io sono e mi sento responsabile”.  “Il clima interno al Centro d’accoglienza è abbastanza sereno – afferma il dirigente generale Salvo Cocina – ma chiaramente c’è un sovraffollamento causato dai mille ospiti. Sicuramente le condizioni di Pozzallo erano migliori. Lo stress da sovraffollamento è evidente, con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare”.

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